Mensa scolastica
Mensa scolastica

Milano, 13 novembre 2018 - Dopo le proteste per i tramezzini distribuiti ieri a pranzo nelle mense a causa dell'assemblea sindacale del personale di Milano Ristorazione, è partita una petizione online dei genitori al sindaco di Milano Giuseppe Sala per chiedergli uno "sconto" del 5% sul servizio di mensa per il prossimo mese e soprattutto, nel caso si ripeta uno sciopero degli addetti alla ristorazione, la possibilità di far portare ai bambini il cibo da casa. "La invitiamo a verificare che cosa è stato servito ai bambini delle scuole di Milano in questa giornata di sciopero. Sulla carta - spiega la petizione a cui hanno già aderito quasi seimila persone - era un 'tramezzino' con annesso divieto ai genitori di far portare cibo da casa. Di fatto è stato servito qualcosa di immangiabile, tutti i bambini sono tornati a casa disgustati".

Sulla vicenda ha espresso disappunto sui social anche il sindaco di Milano Beppe Sala: "Molte mamme mi hanno segnalato che, in occasione di uno sciopero del personale di Milano Ristorazione, i loro bimbi in mensa hanno ricevuto un tramezzino di bassissima qualità. Hanno ragione, è una cosa inaccettabile. Al di là dello scusarmi, ho chiesto agli assessori Cristina Tajani e Laura Galimberti di convocare azienda e sindacati per verificare quello che è successo, ed evitare che una situazione del genere abbia a ripetersi"

In mattinata Milano Ristorazione, la partecipata del Comune che gestisce le mense scolastiche della città si è scusata, in un comunicato, "per aver recato disagio agli utenti del proprio servizio, bambini, genitori, comunità scolastica nelle giornate del 12 e 13 novembre. La volontà e la responsabilità di far comunque fronte alla difficoltà delle famiglie e dei bambini, nel poco tempo a disposizione con il quale tamponare le giornate di  assemblea, ci ha indotto a una soluzione-, due tramezzini e un budino, che si è rilevata purtroppo non all'altezza". La società si è impegnata a studiare un'altra soluzione "che risponda alle aspettative delle famiglie" in situazioni analoghe. Milano Ristorazione istituirà "fin da subito una commissione con l'intento di chiarire quanto non ha funzionato  nell'individuazione dei pasti sostitutivi".

Tramezzino

«Riusciranno a sfamarsi con solo due tramezzini?», al dubbio di molti alla vigilia dell’assemblea hanno risposto le immagini del pasto e degli scarti: «Ecco l’apprezzamento dei piccoli commensali», la didascalia sotto a un cestino. «Fino ad oggi, in casi simili, non era stato offerto nessun servizio sostitutivo e il pasto non era stato fornito a nessun bambino – ha ribadito in una nota Milano Ristorazione, la partecipata del Comune che gestisce il servizio -. Abbiamo cercato di ridurre il disagio. Riguardo alla mancata erogazione delle diete speciali, sanitarie ed etico religiose, nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, a tutela della salute e nel rispetto delle scelte etico religiose degli utenti, non è possibile garantire tale servizio, in quanto non è possibile assicurare la presenza del personale incaricato alla produzione delle diete speciali per il tempo necessario e compatibile con la predisposizione delle stesse». Sono 25 i menu alternativi oltre alle diete personalizzate «che devono essere confezionate e debitamente etichettate a garanzia della sicurezza di ciascun utente». «Fermo restando che la Società è impegnata affinché il servizio possa essere riconosciuto quale servizio minimo essenziale, Milano Ristorazione si scusa per i disagi arrecati alle famiglie ricordando che non può interferire con i diritti dei lavoratori». «C’è da chiedersi chi sia stato più penalizzato, se i fruitori del servizio o gli esclusi per dieta personalizzata», chiude una mamma prima dell’arrivo di altri 34mila tramezzini.