Medio Oriente e Ucraina. In 15 mila pro Palestina. Contro il regime di Putin anche i dissidenti russi

Città in tilt per le diverse manifestazioni che hanno bloccato il centro. Durante il corteo per Gaza ferita un’agente di polizia locale. .

Medio Oriente e Ucraina. In 15 mila pro Palestina. Contro il regime di Putin  anche i dissidenti russi

Medio Oriente e Ucraina. In 15 mila pro Palestina. Contro il regime di Putin anche i dissidenti russi

Migliaia di manifestanti per le strade di Milano. Sabato caldo, ieri, nonostante la pioggia, e traffico in tilt nel weekend della Settimana della Moda. Durante la marcia per "la Palestina libera" partita alle 14.30 da piazzale Loreto non sono mancate tensioni, con lanci di sassi contro le auto della polizia locale – una vigilessa ferita – e tentativi da parte di frange antagoniste di staccarsi dal percorso concordato. Prima ancora, folla calamitata all’evento di ucraini e filo-ucraini a due anni dall’esplosione di una guerra, insieme all’associazione degli anti-putiniani “Russi liberi“. Il serpentone umano pro Palestina è stato ingrossato da migliaia di persone in arrivo da più città d’Italia: oltre 15mila, anche se per i promotori "siamo più di 50mila" a sventolare bandiere palestinesi e della pace, chiedendo "Stop al genocidio a Gaza" e "al colonialismo". Insieme al sindacato Cub, promotore, tantissime altre realtà tra cui sindacati, associazione dei Palestinesi d’Italia e dei Giovani Palestinesi, esponenti di centri sociali e della comunità Lgbt ma anche singoli cittadini e famiglie con bambini. Tra i presenti, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista e Franca Caffa, sul carro di testa, volto storico della sinistra milanese, che lo scorso 30 gennaio era stata ripresa mentre, in occasione di un’altra manifestazione pro Palestina, parlava con un carabiniere il quale aveva "rinnegato" Mattarella ed era poi stato sospeso.

A presidiare i vari punti, le forze dell’ordine schierate secondo il dispositivo di ordine pubblico predisposto dal questore Giuseppe Petronzi. A monitorare tutto dall’alto, un elicottero del Reparto volo della polizia di Stato. Il corteo è arrivato senza intoppi fino in largo Cairoli anche se non sono mancati momenti di tensione: una decina di partecipanti, con abiti neri e il volto coperto all’altezza di piazza Principessa Clotilde hanno imbrattato un supermercato Carrefour, danneggiando le vetrine con sassi. Un’agente della polizia locale, che si trovava su un’auto contro cui sono state lanciate delle pietre, è rimasta ferita alla testa in modo non grave e portata al Fatebenefratelli (attacca Grazia Ingrao del Sulpl: "Devono emergere le condizioni precarie in cui i colleghi di fatto fanno ordine pubblico, spacciandolo per viabilità". Altre due auto della Gdf sono state danneggiate nello stesso momento. Ancora: in piazza Repubblica un gruppo di attivisti, sempre a volto coperto, ha cercato di imboccare via Turati per raggiungere il consolato degli Stati Uniti e ha lanciato oggetti e anche due ordigni incendiari, che non si sono accesi, contro gli agenti in tenuta antisommossa che hanno impedito l’accesso e li hanno fatti indietreggiare. Verso le 17, la testa del corteo è giunta in largo Cairoli dove gruppo antagonista ha cercato di violare le prescrizioni e di raggiungere il cuore della città, scoraggiato però dalle forze dell’ordine. Tra i cartelli, anche manifesti con i volti insanguinati di Meloni, Salvini, Lollobrigida e Valditara. "Predicano “pace” ma diffondono odio e violenza accarezzando i terroristi di Hamas. Senza vergogna", la risposta sui social del vicepremier Matteo Salvini.

In mattinata, invece, diverse centinaia di persone (ucraini, russi liberi e milanesi) si sono radunati in piazza Castello per sfilare in corteo in centro. Un fiume di bandiere dell’Ucraina e dell’Unione Europea.

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