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10 giu 2022
10 giu 2022

Milano, medico violentatore agli arresti: le vittime potrebbero essere di più

Oltre alle sei giovani già al centro dell’inchiesta sull’ex dirigente medico del centro di viale Jenner emergono nuove segnalazioni e testimonianze

10 giu 2022

L’inchiesta si allarga. La Procura sta approfondendo, con audizioni di altre presunte vittime e l’ascolto di testimoni, il caso di Marco D’Annunzio, l’ormai ex dirigente medico infettivologo del Crh-Mts di viale Jenner, centro specializzato in malattie a trasmissione sessuale, finito ai domiciliari nella serata di martedì per violenze sessuali su sei giovani pazienti.

Come emerge dagli atti, ma anche dal materiale già raccolto dai pm con segnalazioni, denunce e testimonianze, le donne che avrebbero subito abusi nella struttura, ma anche con visite a casa, sarebbero molte di più. Per questo, nell’inchiesta condotta dalla polizia e coordinata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo, gli inquirenti stanno sentendo a verbale diverse persone, anche perché le giovani si rivolgevano al centro specializzato con l’ovvia garanzia dell’anonimato. Potrebbero esserci già un’altra decina di casi al vaglio, anche perché l’infettivologo lavorava anche in un altro centro in via Pace.

Intanto, dai verbali delle vittime, riportati nell’ordinanza cautelare del gip Giulio Fanales, risulta che le giovani, “indebolite“ dai problemi di salute che volevano solo risolvere, erano spaventate, intimorite dall’atteggiamento del medico, che le sottoponeva a violenze fisiche e verbali giustificandole come parte del suo lavoro. I consigli del medico, sintetizza il gip facendo riferimento alle parole di una vittima, "erano più in ambito sessuale che diagnostico". Una ragazza ha raccontato che D’Annunzio, prima degli abusi le diceva: "la gestione dell’ansia è connessa a tutto il vissuto dell’esperienza sessuale". Un’altra era salita "sulla propria bici" ed era fuggita dal centro "pedalando a più non posso per non essere raggiunta" da lui. E poi ancora una giovane "si era sentita sopraffatta e avrebbe voluto tagliargli la mano". L’uomo sarà interrogato dal gip lunedì prossimo. Avrebbe commesso gli abusi tra l’agosto 2021 e il febbraio 2022. Nonostante "le dimissioni presentate" dal medico "la portata degli episodi di reato" di D’Annunzio è "della massima gravità ed evidenzia l’attitudine criminale", ha scritto il gip nel suo provvedimento. È stato "agevolato dalla propria qualifica professionale nella commissione degli abusi, ma ben potrebbe, fuori dal contesto sanitario, trovare facilmente ulteriori occasioni per commettere reati della stessa natura". La sua "spregiudicatezza" - ha insistito il giudice - è "desumibile dall’assenza di qualunque tipo di scrupolo di essere scoperto, dal momento che i luoghi in cui si sono realizzati quasi la totalità dei fatti di reato sono proprio gli ambulatori della struttura". Infine, "l’attitudine criminale del D’Annunzio emerge" anche "dalle numerose chat a contenuto erotico (scriveva alle vittime dopo aver recuperato i numeri di telefono, ndr) rinvenute dagli inquirenti".

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