Radiato il medico antivax. Ma la Cassazione annulla: accolto il ricorso di Dario Miedico

"Commissione irregolare". Nuovo giudizio

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Milano – Ci sarà un nuovo giudizio per Dario Miedico, il medico legale oggi ottantatreenne radiato sette anni fa per "aver fatto propaganda contro le vaccinazioni pediatriche, in contrasto con le indicazioni nazionali e internazionali, con le disposizioni del Sistema sanitario nazionale e le direttive regionali, nonché con le evidenze della letteratura scientifica disponibile". La Cassazione ha annullato la decisione di secondo grado della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, che il 3 maggio 2021 ha confermato quanto deciso dall’Ordine dei medici di Milano. I giudici hanno accolto il ricorso presentato da Miedico, spiegando che l’organismo giudicante avrebbe dovuto essere formato da almeno cinque componenti e non da quattro. Conclusione: la questione dovrà essere riesaminata.

Considerato un paladino dagli antivax in epoca pre-pandemia, il diretto interessato ha sempre rifuggito l’etichetta: "Se ci fosse un’epidemia, sarei il primo a vaccinarmi. Non ho mai sconsigliato le vaccinazioni a nessuno: non sono un pediatra o un medico di base, sono un medico legale. Al massimo nelle conferenze che faccio porto informazioni che fanno riferimento a fatti". Miedico fu tra i firmatari di una lettera in cui 153 medici dichiararono che, in base "all’esperienza clinica quotidiana", i bambini non vaccinati "appaiono indubbiamente e globalmente più sani". Tuttavia, le contestazioni dell’Ordine si sono concentrate sui video di interviste e convegni in cui il medico parlava degli svantaggi delle vaccinazioni, in base alla sua esperienza più che trentennale come perito di parte nelle cause sui danni da vaccino. Dal canto suo, Miedico ha sempre difeso la sua condotta, "in quanto espressiva della libera manifestazione del pensiero".

Nel 2017 , la Commissione per gli iscritti all’albo ha avviato un procedimento disciplinare, sostenendo che il camice bianco avesse "gettato discredito sulle terapie vaccinali e propalato in maniera censurabile, scorretta e scarsamente scientifica i nocumenti dell’attività vaccinale per l’infanzia, senza però evidenziarne i vantaggi prevalenti, negando anche la sussistenza dell’immunità di gregge e menzionando la presenza di mercurio nei vaccini, sebbene da tempo non più utilizzato per la loro preparazione". La radiazione ha passato pure il vaglio della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, che ha "censurato la diffusione presso un pubblico indifferenziato di informazioni fuorvianti, non convalidate dalla comunità scientifica prevalente", nonché la violazione del "dovere deontologico di dare un’informazione sanitaria accessibile, trasparente, rigorosa e prudente". Ora quella decisione è stata annullata. Tutto da rifare.

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