Doa Tattoo Factory, lo studio di tatuaggi star dei social era un bazar della droga sintetica: ecco cosa c’era nella stanza sul retro

Milano, blitz del commissariato Comasina in via Monticelli dopo il pedinamento di un cliente: arrestati il titolare e altri tre tatuatori

La droga sequestrata dalla polizia
La droga sequestrata dalla polizia

Milano – Uno studio di tatuaggi trasformato in un vero e proprio bazar della droga. I poliziotti hanno trovato un po’ di tutto, e soprattutto sostanze sintetiche, nei locali del noto Doa Tattoo Factory,  che ha sede nella strettissima via Monticelli, una piccola traversa di via Farini, e su Instagram ha quasi 32mila follower. Lì gli agenti ci sono arrivati dopo aver "agganciato" un uomo in macchina, dando inizio a una rapidissima operazione antidroga che si è conclusa con l’arresto per spaccio di quattro persone, tutte legate all’esercizio commerciale.

A metà pomeriggio di sabato, gli investigatori del commissariato Comasina hanno notato l’uomo in via Menabrea e hanno deciso di monitorarne i movimenti. Appena uscito dallo studio, è stato bloccato: con sé aveva 70 grammi di hashish appena acquistati. A quel punto, è scattata la perquisizione di Doa Tattoo Factory: i poliziotti hanno sequestrato altri 150 grammi di hashish, 28 di funghi allucinogeni, 11 pasticche di ecstasy e 4 bustine della stessa sostanza in cristalli, due flaconcini da 5 millilitri di sostanza allucinogena, 4 pasticche di ossicodone, 4 di Alza 18 (farmaco oppoide), 5 di lisdexamfetamina, 29 grammi di marijuana, 3 pasticche di Mdma, una bustina di ketamina, due involucri con hashish sintetico, 15 "sigarette" di hashish già pronte per l’uso, un bilancino di precisione e 2.595 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di smercio al dettaglio.

La droga è stata trovata all’interno di una stanza non accessibile ai clienti, che secondo le indagini era diventata una sorta di laboratorio per il taglio e la pesatura della sostanza. Per questo, il titolare e altri tre tatuatori, gli unici autorizzati a entrare in quella parte di negozio, sono stati arrestati: in manette un ventisettenne, un trentenne e due trentacinquenni, tutti italiani.

L’inchiesta proseguirà per ricostruire la rete di acquirenti che si rifornivano al Doa Tattoo Factory e il giro d’affari che ruotava attorno allo studio. Quasi certamente, il blitz farà da prologo a un provvedimento di chiusura temporanea dell’attività commerciale, come sempre accade quando le forze dell’ordine intercettano attività illecite all’interno di un negozio.

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