Roberto Maroni (Newpress)
Roberto Maroni (Newpress)

Milano, 17 settembre 2018 - È "inequivocabile" che la commissione dell'ente di ricerca regionale Eupolis che ha valutato il curriculum di Mara Carluccio, ex collaboratrice di Roberto Maroni, abbia scelto proprio lei "all'esito di una procedura nata in origine all'esclusivo scopo di  compiacere"  l'ex governatore della Lombardia che ha perseguito il suo "interesse personale". Lo scrivono i giudici della quarta sezione penale, presieduta da Maria Teresa Guadagnino, nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 18 giugno, hanno condannato, fra gli altri, l'ex presidente a un anno di reclusione, pena sospesa, e a 450 euro di multa, nel processo con al centro il presunto pressing per favorire le sue due ex collaboratrici di quando era ministro dell'Interno.

 Il Tribunale ha anche inflitto 6 mesi e 200 euro di multa a Mara Carluccio, l'unica a vedersi riconosciute le attenuanti generiche. "Dall'istruttoria dibattimentale - scrive ancora Giuseppe Vanore il giudice estensore - è emerso (...) che alla selezione della Carluccio si era giunti non già all'esito di una regolare procedura di selezione ma per vie traverse". Secondo i giudici l'agire dell'ex dg di Eupolis Alberto Brugnoli (ha patteggiato 8 mesi nel novembre 2014) per il contratto alla Carluccio "era evidentemente rivolto a soddisfare le richieste di Maroni che, tramite Gibelli (Andrea, ex segretario generale del Pirellone, ndr) si stava adoperando al fine di procurare un incarico" alla donna.