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17 apr 2022

Marcora, il suo archivio entra nella storia

La Soprintendenza lo riconosce "particolarmente importante": in quelle carte conservate a Inveruno uno spaccato della vita del Paese

giovanni chiodini
Cronaca

di Giovanni Chiodini

La Sovraintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia ha dichiarato di "interesse storico particolarmente importante" il compendio Archivio e biblioteca del Centro Studi Marcora, situato nella sede della biblioteca comunale. "È un traguardo di rilievo che riconosce la validità della documentazione esistente e incentiva gli amici a conferire il materiale di cui avessero disponibilità" ha affermato, con soddisfazione Gianni Mainini, che è il proprietario di tutto il materiale archivistico e presidente del Centro Studi Marcora. Giovanni Marcora per Inveruno non è stato solo il sindaco, anche se questa è sempre stata la funzione pubblica a cui teneva di più. Venne eletto la prima volta nel 1970, per cinque anni, e una seconda volta nel 1980, rimanendo in carica sino al giorno della sua morte, il 5 febbraio del 1983.

Ha vissuto partecipando attivamente a tre terzi di storia del secolo scorso. Da ragazzino ha frequentato la scuola e l’oratorio del paese. Nel 1941 si diploma geometra e dopo l’8 settembre 1943, a soli 21, sceglie di stare dalla parte di chi non accetta i soprusi e le violenze e diventa partigiano. È l’Albertino che combatte nelle valli dell’Ossola e nelle strade dell’Altomilanese, con ardore e senso di responsabilità, diventando vice comandante della divisione Fratelli Di Dio. Finita la guerra fonda un’impresa di costruzioni ma il suo mondo è la politica. Nel 1953 a Belgirate fonda la corrente di Base in seno alla Dc, che esprimeva le maggiori aperture sociali, nel tentativo di spostare più a sinistra l’asse conservatore della politica nazionale, in sintonia con i bisogni di un paese di grande sviluppo ed evoluzione. Negli anni Marcora ha fondato anche una azienda di allevamento bovini a Bedonia nell’Appennino parmense.

E qui, quando era Ministro dell’Agricoltura, ha ospitato più volte le delegazioni europee e i Commissari Cee. Nel compendio archivistico ci sono tutti i suoi discorsi fatti in sede Comunitaria, testimonianze delle battaglie a vantaggio delle agricolture mediterranee che rimarranno epiche. La consacrazione politica di Marcora arriva nel 1974, quando Aldo Moro lo chiama al Governo come ministro dell’Agricoltura. Ci resta ininterrottamente fino al 1980. Diventa anche ministro dell’Industria dall’autunno 1981 per un anno, quando gli viene offerto, durante la crisi del governo Spadolini, l’incarico di Primo ministro, che egli rifiuta conscio delle sue aggravate condizioni di salute (morirà nel 1983 per un male incurabile). Quell’anno, che era anche sindaco, ricevette in Comune Gianni Agnelli, arrivato ad Inveruno in elicottero. Come parlamentare lascia due leggi importanti: quella sulla obiezione di coscienza e quella che permette la costituzione di cooperative tra dipendenti per risanare le aziende in crisi.

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