Mappa delle barriere: "Oltre 6.300 segnalate sull’app WeGlad"

A Milano, oltre 6.000 ostacoli urbani segnalati da persone con disabilità o difficoltà motorie, tra cui gradini senza montascale, terreni sconnessi, buche pericolose e parcheggi selvaggi. Iniziativa di mappatura di WeGlad per promuovere l'accessibilità.

Mappa delle barriere: "Oltre 6.300 segnalate sull’app WeGlad"

Mappa delle barriere: "Oltre 6.300 segnalate sull’app WeGlad"

Il numero è 6.332. Sono gli "ostacoli" urbani mappati a Milano da persone disabili o che hanno difficoltà motorie. Nel dettaglio: 2mila gradini senza montascale, oltre 1.700 terreni sconnessi, a causa di asfalto sgretolato o pavé rovinato, circa 700 buche pericolose, 600 parcheggi selvaggi che bloccano il passaggio. E ancora 63 ascensori non funzionanti. Tutte barriere segnalate sull’app legata a una start up a vocazione sociale, “WeGlad“, fondata nel 2021 dal giovane torinese Petru Capatina, attuale ceo, e rilanciata da un manager milanese, Riccardo Taverna, che ne è il presidente. Sessantenne, Taverna è comunicatore e consulente per la sostenibilità aziendale: da circa 20 anni è costretto a muoversi sulla sedia a rotelle, a causa di una rara malattia neurologica degenerativa del sistema immunitario che lo ha colpito a 23 anni, a cui si è aggiunto poi il Parkinson. "La mappatura delle barriere architettoniche a Milano è iniziata nel 2022, col Mappathon, che ha coinvolto attraverso Federdistribuzione insegne come Esselunga, Carrefour, Pam, Bennet, Zara e Kasanova, a cui si sono aggiunte le segnalazioni degli utenti della nostra community, i "Gladiatori" perché costretti a combattere contro barriere e ostacoli per conquistare autonomia e libertà".

Parlando di marciapiedi, quali sono i maggiori problemi che emergono dalla mappatura? "Buche, terreni sconnessi e parcheggi abusivi. Dossi e avvallamenti rappresentano un grave pericolo perché le ruote della carrozzina possono bloccarsi, rimanere danneggiate e, nel peggiore dei casi, il mezzo si può ribaltare. Anche macchine, bici, monopattini lasciati in modo da bloccare la mobilità rappresentano un grosso ostacolo. A me è capitato in una traversa di corso Buenos Aires che un’automobilista si sia rifiutato di spostarsi dalla rampa, dove era in sosta, impedendomi di scendere dal marciapiede".

La situazione è peggiorata negli ultimi anni?

"Vent’anni fa c’era una maggiore velocità di intervento in caso di buche su strade e marciapiedi ma c’è stato un miglioramento a livello di sensibilità al tema, tanto è vero che a segnalare i percorsi poco accessibili sulla nostra app sono anche persone senza alcuna difficoltà a deambulare. Certo, servirebbero più interventi ma sono convinto che da parte dell’amministrazione non manchi la volontà: la questione è reperire le risorse. Il punto però è che l’accessibilità non riguarda solo i disabili o chi ha difficoltà a camminare, come le persone obese, o le mamme col passeggino. L’abbattimento delle barriere architettoniche riguarda il futuro di tutti, anche dei più giovani, che saranno anziani, e quindi è a beneficio dell’intera comunità".

A.L.

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