L’occupazione del Parini. Sala critica il preside:: "Fuori luogo le sue parole". Trattative in corso

Barrella: "Rispetto le critiche, ma con i ragazzi il dialogo è aperto". Lettera dei docenti agli occupanti. E le quinte possono entrare per i test.

L’occupazione del Parini. Sala critica il preside:: "Fuori luogo le sue parole". Trattative in corso

L’occupazione del Parini. Sala critica il preside:: "Fuori luogo le sue parole". Trattative in corso

Da una parte c’è il sindaco Giuseppe Sala, che oltre ai raccomandare ai ragazzi del Parini "di fare attenzione a riconsegnare la scuola come l’hanno trovata o anche un po’ meglio", trova "fuori luogo le dichiarazioni del preside: definirsi prigioniero politico e dare dei fascisti ai ragazzi mi sembrano dichiarazioni da evitare". Dall’altro lato c’è il governatore lombardo Attilio Fontana, che ribadisce che "da evitare sono le occupazioni": "Si può contestare senza compiere atti che limitano la libertà degli altri studenti che non vogliono protestare". In mezzo c’è il dirigente Massimo Nunzio Barrella che sta trascorrendo le notti nel liceo di via Goito: "Non ho nessuna mira politica, non vogliono essere strumentalizzato – spiega –, rispetto le opinioni di tutti, anche quella del sindaco, che è il mio sindaco. E accetto le critiche". "Nei momenti di tensione sono stato un po’ esuberante, con quella frase del “prigioniero politico“ forse ho un po’ esagerato – continua – ma ribadisco che il mio non stavo contestando qualcuno, ma le modalità. Non mi aspettavo un picchetto così duro e ribadisco che lo trovo antidemocratico". Questa la premessa. Lo svolgimento sta nella seconda giornata di occupazione, tra trattative che sono continuate e che hanno portato a segnali di distensione, lettere del collegio docenti e attività (con pulizie annesse) degli occupanti. Nella lettera firmata dai docenti (in cinque punti) si esprime "il forte dissenso nei riguardi dell’azione": "L’occupazione è avvenuta ad opera di un gruppo assai minoritario di studenti, i quali hanno agito su pretesa ma inconsistente legittimazione democratica", scrivono i prof ricordando che è "stato impedito ai docenti di svolgere la loro azione educativa e di confronto con i ragazzi e alla maggioranza degli studenti di godere del proprio diritto allo studio". Aggiungono la due giorni di cogestione (durante la quale si è parlato anche di alcuni dei temi all’ordine del giorno in questi giorni, da Gaza alla violenza contro le donne). Sono delusi, ma non chiudono la porta, né minacciano ritorsioni: "Sebbene questa occupazione ci appaia ingiustificata, siamo sempre disponibili a incontrare gli studenti nelle forme di partecipazione democratica alla vita scolastica. Consapevoli del nostro ruolo educativo, restiamo speranzosi che il buon senso si affermi e che presto si possa tornare tutti a scuola".

"Il dialogo è aperto, mi sono confrontato in queste 48 ore anche con i ragazzi che stanno occupando e che presenteranno una loro lettera – anticipa Barrella – e mi sembra un bel segnale. La situazione è molto tranquilla, abbiamo trovato degli accordi su alcuni punti per garantire al massimo la sicurezza e ieri mattina sono stati fatti entrare anche i ragazzi di quinta superiore che hanno potuto svolgere i test Invalsi mentre altre classi andavano in gita". Le quinte dovrebbero riuscire a entrare anche questa mattina. E l’occupazione potrebbe chiudersi con un giorno d’anticipo rispetto ai pronostici. Oggi alle 15 si potrebbero spalancare le porte. Lo spera anche Barrella, la stanchezza si comincia a far sentire: "Non ho chiuso occhio - ammette - e per leggere la Fenomenologia della percezione di Maurice Merleau-Ponty che mi sono portato per queste notti serve un po’ più di concentrazione. Comunque vada, io resterò qui, senza interferire. Lo faccio a tutela loro: se hanno bisogno sono qui. Anche da una situazione inizialmente negativa può nascere un’occasione di crescita, Anch’io ho imparato tanto dai ragazzi".

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