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21 giu 2020

"Lo smart working? È una giungla"

Lavoro senza limiti e “furbi“ che ne approfittano. I sindacati chiedono un incontro al Comune: servono regole

21 giu 2020
andrea gianni
Cronaca
Il professore della Bocconi Maurizio Del Conte è stato tra i padri della legge sul lavoro agile
Il professore della Bocconi Maurizio Del Conte è stato tra i padri della legge sul lavoro agile
Il professore della Bocconi Maurizio Del Conte è stato tra i padri della legge sul lavoro agile
Il professore della Bocconi Maurizio Del Conte è stato tra i padri della legge sul lavoro agile
Il professore della Bocconi Maurizio Del Conte è stato tra i padri della legge sul lavoro agile
Il professore della Bocconi Maurizio Del Conte è stato tra i padri della legge sul lavoro agile

di Andrea Gianni "Dopo le 15 dovrei spegnere il computer perché sono in cassa integrazione, nessuno me lo chiede ma di fatto sono costretto a lavorare fuori orario perché altrimenti rischio di rimanere indietro. Il mio telefono è sempre acceso, spesso mi chiamano anche di domenica". Luca, che chiede di essere indicato con un nome di fantasia, sta sperimentando tutte le distorsioni di un lavoro da casa introdotto all’improvviso per il 90% dei suoi colleghi. È impiegato nella sede milanese di una multinazionale che lavora anche con mercati esteri: per lui lo smart working si traduce in un lavoro continuo, senza il filtro degli orari d’ufficio. L’emergenza sanitaria ha innescato un processo "dal quale non si tornerà più indietro". Considerazione che mette d’accordo sindacati, imprese, associazioni di categoria ed esperti. Le posizioni sfumano quando si discute delle regole nella giungla, per trovare un punto d’incontro tra la necessità di evitare l’abuso di un lavoro a tutte le ore e quella di tenere sotto controllo i “furbi“, nel privato e nella Pa. La frase del sindaco di Milano Giuseppe Sala ("è il momento di tornare a lavorare...") ha fatto discutere. "Mi sembra l’espressione di uno stereotipo – spiega Natale Cremonesi, segretario generale della Fp Cgil di Milano – quello del pubblico dipendente fannullone. Invece il lavoro a distanza ha fatto aumentare la produttività, i dipendenti danno un giudizio positivo". Il sindacalista cita un sondaggio che la Cgil di Milano ha svolto raccogliendo le opinioni di 1.500 dipendenti pubblici dei Comuni di Milano, Sesto San Giovanni e San Donato, di enti come Inps, Agenzia delle entrate, Città metropolitana. "Non si tornerà indietro – prosegue – ma lo smart working va regolamentato". Tema che è anche al centro di una richiesta di incontro che i sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp, UilFpl e Csa hanno inviato a ...

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