MONICA AUTUNNO
Cronaca

Lo scenario di guerra Tromba d’aria, grandine terrore e devastazione "Danni enormi, aiutateci"

Case allagate, tetti divelti, auto distrutte: Comitato di crisi presieduto dal sindaco. Squadre di volontari al lavoro per ripristinare strade, rimuovere alberi e detriti.

Lo scenario di guerra  Tromba d’aria, grandine  terrore e devastazione  "Danni enormi, aiutateci"

Lo scenario di guerra Tromba d’aria, grandine terrore e devastazione "Danni enormi, aiutateci"

di Monica Autunno

Lo scenario di guerra fra i capannoni e le aziende della zona artigianale a Gessate, Melzo messa in ginocchio da vento e grandine, in tutti i Comuni il lavoro incessante per ripristinare strade, rimuovere alberi e detriti, eliminare strutture pericolanti, asciugare acqua, mettere in sicurezza parchi, giardini, edifici pubblici. L’ultimo fine settimana di luglio, in Martesana, non è di feste all’aperto, rassegne, musica e svago. Ma di lavoro senza sosta, danni, e ancora paura. “Volano” ormai su ogni sito o cellulare le immagini della tromba d’aria che, erano le undici in punto dell’altra mattina, ha battuto una riga diritta di territorio fra Cernusco sul Naviglio, Cassina, Gorgonzola e Gessate, portando devastazione. Uno di questi è stato girato dall’esterno di un capannone: la tromba d’aria si avvicina, piegando le chiome degli alberi.

A pochi passi c’è la Essedi srl, leader in attrezzature e tecnologie per convegni e collegamenti a distanza. Il titolare è Sergio Cerri, molto conosciuto a Gessate, presidente storico di un comitato cittadino. Al primo piano dell’azienda la copertura è un groviera sbrindellato con vista cielo. La tromba d’aria è passata come un siluro negli uffici.

"Si è salvato il magazzino, non ha finestre". Una dipendente viene a salutare i colleghi con il braccio al collo. Ha cercato di "chiudere la porta in faccia" all’uragano, ed è stata scaraventata all’indietro: si è rotta un polso. E così ricorda un altro addetto, Eros: "È diventato tutto buio, abbiamo sentito le raffiche di vento. Gli alberi si spezzavano, i pali si piegavano. Ha iniziato a volare tutto. È durata meno di dieci minuti, ci è sembrato un secolo. Ci siamo riparati in delle nicchie sotto le pareti portanti". I danni. "E chi li calcola?- così Cerri - . Per tutti noi sono enormi". L’appello: "Speriamo negli aiuti. Il sindaco sta muovendosi, la risentirò domani". Sono surreali, da realtà distopica, le immagini di Melzo dopo l’ultima bufera. Per i cittadini l’altra sera minuti di puro terrore: acqua torrenziale e vento, chicchi di grandine come mandarini, buio. I danni sono enormi. Centinaia le auto danneggiate se non distrutte dalla grandine. Decine e decine le case allagate dall’acqua entrata a cascata da lucernari infranti, finestre volate via o tetti scoperchiati. Nel sottopassaggio di via Roma, per ore, un fiume di ghiaccio. In Comune un Comitato di crisi presieduto dal sindaco, per aggiornamenti e istruzioni. La prima, quella di verificare le condizioni di tetti e coperture privati, onde evitare problemi di sicurezza. In un fine settimana di tregenda, un raggio di sole: la solidarietà fra cittadini, l’instancabile lavoro di tanti volontari. In molti centri stanno operando a squadre e per quartieri, in collaborazione con forze dell’ordine e amministrazioni comunali.

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