Marianna Vazzana
Cronaca

L’invasione dei pappagalli a Milano: "Si adattano con facilità e sono pure imitatori"

L’ornitologo: i più diffusi in città sono i parrocchetti dal collare. Allevati in cattività, a volte fuggono e colonizzano parchetti

Milano, 11 marzo 2023 - Verdi , con il becco rosso. Impossibile non notarli alzando gli occhi al cielo: i “pappagallini“ colonizzano parchetti di città e anche piccole aree al confine con la campagna. "Scappati dagli allevatori o dai negozi, si sono adattati facilmente anche all’ambiente urbano" spiega Andrea Galimberti, professore associato di Zoologia dell’Università degli studi Milano Bicocca, esperto di ornitologia.

Come si chiamano i pappagalli che vediamo in città?

"Generalmente sono il parrocchetto monaco o il parrocchetto dal collare, il più diffuso. Originari delle regioni tropicali dell’Africa o del subcontinente indiano, da noi vengono allevati in cattività. Ma capita che fuggano dalle voliere e, siccome sono in grado di adattarsi a qualsiasi ambiente e di sfruttarne le risorse, si riproducono facilmente e formano delle colonie".

Qual è l’impatto nel nostro territorio?

"Sono animali carismatici, colorati, chiassosi e intelligenti. Causano però problemi per la biodiversità. Per esempio, durante la riproduzione, le coppie si isolano e vanno a occupare le cavità degli alberi scavate da animali che hanno nidificato in precedenza: picchio, storno, civetta, assiolo. Il parrocchetto dal collare è in grado anche di scacciare un pipistrello di grandi dimensioni, come ha riscontrato il collega Emiliano Mori del Cnr di Firenze. E, poi, per la ricerca di cibo, entrano in competizione con gli animali autoctoni".

Portano anche benefici?

"Mangiano frutta, come per esempio le ciliegie, e poi defecano i semi nell’ambiente contribuendo a rigenerare l’ecosistema".

Possono ripetere le nostre parole?

"Sono “imitatori“, soprattutto nelle prime fasi vitali apprendono i suoni e sono in grado di riprodurli".