L’indagine sul Cpr. Dall’accordo col morto ai tornei “fantasma“. Ipotesi commissario

In fase di gara, la Prefettura aveva sollevato dubbi sull’offerta al ribasso. A ottobre il contratto in scadenza è stato prorogato di altri dodici mesi.

L’indagine sul Cpr. Dall’accordo col morto ai tornei “fantasma“. Ipotesi commissario

L’indagine sul Cpr. Dall’accordo col morto ai tornei “fantasma“. Ipotesi commissario

di Andrea Gianni e

MILANO

Sul falso protocollo d’intesa con la società sportiva Scarioni 1925, datato 24 agosto 2022, compariva il nome dello storico ex presidente. Un socio che, però, era morto da più di due anni, come emerge anche da un post pubblicato sui social dalla Scarioni il 31 marzo 2020. È solo un esempio dei "documenti contraffatti e con firme apocrife" realizzati da Martinina srl per simulare accordi con ignare associazioni, parrocchie e comunità religiose sul territorio e acquisire crediti "in sede di offerta tecnica per l’aggiudicazione dell’appalto" per la gestione del Cpr di via Corelli 28, al centro dell’indagine della Guardia di finanza coordinata dai pm Giovanna Cavalleri e Paolo Storari. Tra i falsi protocolli messi sul tavolo dagli indagati – l’amministratrice Consiglia Caruso e il figlio Alessandro Forlenza – quello con le parrocchie di San Martino in Lambrate e Ss Nome di Maria, con il Centro Islamico Italiano, con la onlus Medici Volontari Italiani, con le comunità per tossicodipendenti Dianova e con altre realtà. Già nel corso della gara d’appalto, come emerge dal decreto della Prefettura che il 10 ottobre 2022 ha assegnato a Martinina la gestione del Cpr, erano emersi rilievi della commissione su "un’offerta anomala" anche per il ribasso dei costi. Sono state chieste quindi "giustificazioni relative al ribasso offerto", oltre a una serie di altri chiarimenti. Il 4 ottobre 2022, quindi, Martinina aveva presentato una nuova relazione "esplicativa dei costi del servizio e documentazione a corredo", con giustificazioni ritenute infine "adeguate" da Palazzo Diotti. Nella sua relazione, la srl dichiarava un "margine economico dell’appalto" di 29.853 euro "destinato ad utile d’impresa nella misura di 13.200 euro e ad apposito fondo imprevisti per la parte restante di 16.653 euro, allo scopo cautelativo di fronteggiare eventuali costi sopraggiunti". Un margine economico giudicato quindi "adeguato a fronteggiare eventuali scostamenti fra le valutazioni previsionali e i costi di esecuzione per maggiori costi o imprevisti".

Martinina srl si è aggiudicata così l’appalto, battendo Consorzio Hera (escluso in fase di gara), Officine Sociali e La Mano di Francesco. Un appalto di 12 mesi con possibile rinnovo per altri 12; un’opzione esercitata a ottobre, con proroga fino a novembre 2024. In realtà, la srl, che nei mesi scorsi è stata sanzionata dalla Prefettura per irregolarità nelle fatturazioni di aprile (multa del 5% del fatturato del mese), aveva preso in mano la gestione del Cpr già il 14 marzo 2022, subentrando con la formula della cessione di ramo d’azienda a Engel Italia, di fatto amministrata dalle stesse persone, che aveva vinto il bando del 2021: nell’offerta tecnica di Engel, tra l’altro, compaiono convenzioni con alcune delle associazioni che poi rispuntano nei falsi protocolli d’intesa.

L’ipotesi investigativa è che, risparmiando sui servizi previsti dal contratto, gli amministratori della Martinina abbiano fatto la “cresta“, incamerando fondi destinati alla gestione del centro. La differenza tra l’offerta messa sulla carta e la realtà quotidiana emerge dal decreto di ispezione disposto dalla Procura. L’ente gestore si impegnava anche a organizzare "attività ricreative sociali e religiose". Per "impegnare le giornate degli ospiti e rendere loro più piacevole il trascorrere del tempo", prometteva "momenti formativi, gruppi di ascolto, attività ludico creative" e "tornei tra gli ospiti" usando un campo polivalente. La realtà quotidiana, però, era fatta di persone, anche affette da gravissime malattie, senza supporto medico, psicologico o legale, nutrite con "cibo maleodorante e avariato". Uno spaccato choc, che fa allungare sul Cpr la pesante ombra del commissariamento.

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