L’inclusione sulla scena. Se "Il teatro è differenza"l’arte è nella diversità

Il progetto per una settimana al mese coinvolge 25 partecipanti con disabilità. Martedì alle 20 “MaratSade, le due rivoluzioni“ al TeatroLaCucina di Olinda. .

L’inclusione sulla scena. Se "Il teatro è differenza"l’arte è nella diversità

L’inclusione sulla scena. Se "Il teatro è differenza"l’arte è nella diversità

di Diego Vincenti

MILANO

Ci sono visioni che vanno molto (molto) oltre il palcoscenico. Idee che si concretizzano sul lungo tempo, trasformando orizzonti ed esistenze. Senza per questo mai perdere contatto con la sfera artistica. Questi i primi pensieri che vengono in mente ragionando sul lavoro di Maurizio Lupinelli e il progetto di inclusione sociale "Il teatro è differenza" a Ravenna, esperienza figlia del precedente Laboratorio Permanente Toscano. Respiro ampio. Da subito in contrapposizione con qualsiasi interesse effimero o estemporaneo. E che nel corso dell’anno coinvolge una settimana al mese 25 partecipanti di ogni età, con disabilità fisiche o psichiche. Loro i protagonisti del "MaratSade. Le due rivoluzioni", solo martedì alle 20 al TeatroLaCucina di Olinda, all’ex-Paolo Pini. Luogo a cui per altro lo spettacolo è legato in maniera particolare, perché fu proprio la precedente versione del Marat a inaugurare quindici anni fa il palcoscenico di via Ippocrate.

"Per me la scena deve essere un luogo in cui lasciarsi attraversare dal perturbante – sottolinea Lupinelli, già fondatore della non-scuola delle Albe –, deve dire ciò che non si può dire, deve mostrare la verità, vistie dagli occhi di queste persone speciali, con le loro voci che sembrano provenire da altri mondi, con i loro corpi vivi e poetici, in una drammaturgia che possa proiettare sul palco il proprio vissuto". Progetto di Nerval firmato dal regista insieme a Elisa Pol, poggia sul celebre testo di Peter Weiss. Dove si racconta di de Sade rinchiuso nel manicomio di Charenton. Il marchese decide di allestire una rappresentazione sull’assassinio di Jean-Paul Marat. E così i pazienti divengono gli interpreti dello spettacolo.

Mentre le vicende del dramma s’intrecciano con quelle dell’istituto, in un carillon di interruzioni, battibecchi, argomentazioni nichiliste e tensioni rivoluzionarie. Da vedere. Anche per la sfida produttiva non indifferente. Considerando che in scena ci sono una cinquantina di attori e attrici, fra cui i professionisti Marco Cavalcoli, Carlo Garavini, Miriam Russo, Laura Serena e lo stesso Lupinelli. La data è inserita nel palinsesto di Milano è Viva e sarà seguita da un incontro con la compagnia, il critico Marco Menini e il professore Fabrizio Fiaschini. Ingresso 1510 euro.