Chirurgia estetica
Chirurgia estetica

Milano, 9 giugno 2019 - L’Italia è la patria dei «ritocchini», almeno in Europa. Infatti secondo l’ultimo sondaggio dall’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), la più grande associazione internazionale di chirurghi plastici estetici, siamo al quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi che ricorrono di più alle procedure estetiche, dopo Stati Uniti, Brasile, Giappone e Messico, con 952.830 interventi nel 2017 (chirurgici e non). L’intervento di chirurgia plastica più eseguito in Italia è la mastoplastica additiva o aumento del seno (54.045), seguito da blefaroplastica o ringiovanimento dello sguardo (45.270), poi liposuzione (40.125) e rinoplastica (26.880).

Per quanto riguarda le procedure non chirurgiche primeggiano quelli iniettabili come tossina botulinica (254.055) e acido ialuronico (242.355). Seguono a distanza l’epilazione (28.905) e il peeling chimico (25.200). Quello che c’è di particolare nell’ordinamento italiano è che anche chi non è specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica possa eseguire alcuni interventi nell’ambito. Il medico non specialista è colui che non ha frequentato, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, la scuola di specializzazione universitaria di durata quinquennale. Costui non può legittimamente definirsi «chirurgo plastico», «chirurgo estetico» o «specialista» e/o «specializzato» nella disciplina. Ma la può praticare. Questo rende difficile calcolare il numero di chi opera sul campo. I medici (sia specialisti che non) con base in Lombardia associati a Sicpre, società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, sono 184. La nostra regione si colloca al secondo posto in Italia, dopo il Lazio (215) ma prima della Campania (96). In totale in Italia i soci Sicpre sono 1.169. 

«Il fatto che un medico abbia base in un’altra regione non significa però che non possa lavorare in Lombardia» precisa, a proposito di numeri, Daniele Fasano, presidente Sicpre. «Milano rimane la piazza più attrattiva». L’utenza? «Variegata socialmente». Mentre non c’è ancora la parità di genere: «Le donne continuano a dominare il settore, rappresentando circa l’85% dei pazienti». E sul fronte dell’età? «Rispetto a qualche anno fa sono più numerosi coloro con più di 60 anni che ricorrono ad interventi di chirurgia plastica ed estetica. Questi ultimi possono avere anche una finalità funzionale: penso alla mastoplastica riduttiva». E giovani a caccia di un «ritocchino»? «Sono in aumento rispetto al passato. Nell’ambito delle procedure non chirurgiche, in testa c’è la richiesta di labbra più pronunciate. In ambito chirurgico spicca la rinoplastica, l’aumento del seno e la liposuzione. È vero che 20 anni fa non c’erano questo tipo di domanda ma è il contesto ad essere mutato. Anche il numero di palestre è «esploso». Il vero chirurgo plastico non asseconda mai richieste irragionevoli» conclude.