Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
29 mag 2022

"Libertà sulla previdenza" I ghisa battono il Comune

Dal 2018 c’era l’obbligo di versare le quote complementari al fondo Perseo. Ora 75 iscritti del Sulpm hanno vinto la causa per decidere a chi destinarli

29 mag 2022
nicola palma
Cronaca

di Nicola Palma

"Il giudice dichiara il diritto dei ricorrenti a scegliere la destinazione delle quote ex articolo 208 Codice della Strada dei ricorrenti – destinate da parte del Comune di Milano al Fondo Sirio Perseo – presso i fondi previdenziali scelti dai ricorrenti". Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 60 giorni, ma la sostanza è tutta in quella frase: da oggi i 75 iscritti al Sulpm che hanno fatto causa contro Palazzo Marino avranno la libertà di scegliere a chi affidare i fondi per la previdenza complementare garantiti dall’articolo 208 del Codice della Strada, che prevede che una parte dei proventi delle multe sia spesa per "misure di assistenza e di previdenza per il personale". Prima del 2018, era così. Poi, quattro anni fa, alla firma dell’ultimo contratto collettivo nazionale, è stato stabilito che il "tesoretto" di tutti i ghisa venisse allocato esclusivamente al Sirio Perseo, il fondo di previdenza complementare dei lavoratori della Pubblica amministrazione e della Sanità, seguendo un’interpretazione restrittiva della norma da parte dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Nell’elenco sono così finiti anche coloro che prima del 2018 avevano scelto un altro fondo per conservare quelle somme. Ora è arrivato il verdetto del giudice del Tribunale del Lavoro Riccardo Atanasio, che ha dato ragione ai vigili del Sulpm, rappresentati in aula dall’avvocato Ferruccio Centonze, e condannato il Comune a trasferire ai fondi indicati dai singoli ricorrenti "le cifre illegittimamente già versate al Sirio Perseo".

Non basta: l’amministrazione dovrà pure pagare 10mila euro di spese di lite. Esulta Daniele Vincini, segretario del Sulpm: "A nostro modesto parere – spiega – obbligare i lavoratori a vedere versata la quota dei propri proventi della previdenza integrativa nel fondo Sirio Perseo non era certamente un esempio di democrazia e rispetto della volontà dei lavoratori". Quella di Milano non è stata la prima causa sull’argomento: nel recente passato, i Tribunali di Ivrea e Arezzo si sono pronunciati a favore dei dipendenti, mentre quello di Bologna ha dato torto ai ricorrenti sia in primo che in secondo grado. Vincini sa che quasi certamente si tratta solo del primo round giudiziario, ma per adesso "mi accontento di aver contribuito a ridare la libertà di scelta ai ghisa, anche pensando ai giovani che dovranno lavorare per 50 anni con la prospettiva di una pensione da fame". Sullo sfondo resta la storica battaglia del Sulpm, che punta a slegare i proventi delle multe dalla previdenza complementare. Ma questa è un’altra storia.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?