L’esordiente: "Sono più teso dei miei studenti"

Prima il disco, poi il debutto da commissario interno. Annata magica per il cantautore Michelangelo Vood.

L’esordiente: "Sono più teso dei miei studenti"

L’esordiente: "Sono più teso dei miei studenti"

Disco, prima esperienza da professore delle scuole superiori ed esordio come commissario interno all’esame di maturità: Michelangelo Paolino, in arte Michelangelo Vood, sta vivendo un’annata magica. "Quando i miei studenti hanno scoperto che sono un cantautore, ho temuto che la mia credibilità ai loro occhi potesse venire meno e invece si sono avvicinati di più" racconta il cantautore, che da domani sarà protagonista del podcast ’Fuori tempo’.

Michelangelo, quale è stata la colonna sonora della sua maturità da studente?

"Ero fissato con la musica punk rock. All’epoca ascoltavo tantissimo i Simple Plan. La ballad ‘Perfect’ è molto malinconica e rabbiosa, in quel periodo rispecchiava molto quello che volevo comunicare".

Lei è professore di Italiano e Storia all’Iis Curie-Sraffa di Baggio, come è stato questo primo anno da insegnante alle scuole superiori?

"Ho vissuto questa esperienza cercando di imparare e capire il più possibile dove mi trovassi e come funzionassero le cose. Da metà novembre, giorno della mia assegnazione e giorno del compleanno di mia mamma che è insegnante come me, è stata un’avventura incredibile".

Avventura che continua con gli esami di maturità. Come la sta vivendo?

"Emotivamente è una bella esperienza, anche se sono più in ansia io rispetto ai miei studenti. E’ un’esperienza nuova tanto per me quanto per loro, sto imparando anch’io man mano che le varie tappe si succedono".

Tornando con la mente ai tempi in cui era studente, sta vivendo con maggiore apprensione oggi o è stato peggio l’esame da studente?

"Sicuramente quello da studente. Oggi sono più consapevole di chi sono e di cosa so fare, sono più presente a me stesso. Non avevo un bel rapporto con la scuola, per questo la maturità è stata per me una liberazione".

Recentemente è uscito il suo album ‘Non c’è più tempo’. Come è riuscito a conciliare il ruolo di cantautore con quello di insegnante?

"Per mesi sono andato a scuola la mattina, ho trascorso il pomeriggio in studio a registrare fino a notte e poidi nuovo sui libri a preparare le lezioni per i giorni successivi. Quando è uscito il disco ho deciso di portare i ragazzi in studio, sono stati i primi ad ascoltarlo. La loro reazione è stata inaspettata, hanno partecipato con entusiasmo".

Quale consiglio ha dato ai suoi studenti?

"Ho detto loro di studiare e ripassare facendo un ultimo sforzo. Manca davvero poco. Il mio desiderio è che siano tutti promossi". Cristiana Mariani