SIMONA BALLATORE
Cronaca

L’esercito dei Neet: sono 254mila. Posti precari e abuso del tirocinio: "Così allontaniamo i nostri ragazzi"

L’allarme della Uil: non solo aumenta il tempo determinato, ma il 30% ha una durata di trenta giorni "Giovani rassegnati e gli stage pesano sulle famiglie. La Regione premi chi dà lavoro di qualità e prospettive".

L’esercito dei Neet: sono 254mila. Posti precari e abuso del tirocinio: "Così allontaniamo i nostri ragazzi"

L’esercito dei Neet: sono 254mila. Posti precari e abuso del tirocinio: "Così allontaniamo i nostri ragazzi"

Sono 254mila i giovani tra i 15 e i 29 anni compiuti che non studiano né lavorano in Lombardia, ovvero il 18,5% dei ragazzi di quell’età. Non sono iscritti a percorsi di istruzione o formazione professionale, non stanno svolgendo tirocini extra-curriculare. Parte da qui l’analisi della Uil Lombardia, che ha incrociato avviamenti lavorativi, cessazioni e progetti in corso per capire le situazioni che si nascondono dietro a quei numeri e studiare contromosse.

"Paradossalmente quei 254mila giovani che non stanno studiando né cercando un lavoro corrispondono al numero di figure che le imprese stanno cercando – sottolinea Salvatore Monteduro, segretario confederale Uil Milano Lombardia –. Dal punto di vista teorico se riuscissimo a rimetterli in circolo avremmo un ritorno e si colmerebbe il gap tra domanda e offerta. Ma quali sono le motivazioni che spingono a non cercare più il lavoro? Che tipi di contratti vengono offerti? Siamo partiti da qui".

I contratti attivati sono passati da 1 milione e 328mila nel 2020 a 1 milione e 922mila nel 2022, in particolare nel settore sanità e istruzione, nei trasporti, nel turismo e nella ristorazione. Più di un contratto su due è a tempo determinato. Ad aumentare sono però anche i rapporti di lavoro cessati, passati da 1 milione e 294mila a 1 milione e 826mila. "Tra avviamenti e cessazioni il saldo è positivo, abbiamo 60mila nuovi ingressi – spiega Monteduro –, ma c’è un aumento del tempo determinato e un arretramento del tempo indeterminato, una precarizzazione dei contratti di lavoro che può allontanare, a maggior ragione se si considera un fatto: analizzando i dati del 2022, il 30% di questi contratti a tempo determinato ha la durata di 30 giorni. Il problema è la qualità del lavoro che viene offerta: scadenze così brevi generano nei ragazzi un senso di sfiducia e rassegnazione. Al punto che qualcuno non cerca più". Anche perché spesso è più la spesa che l’impresa.

"Ci sono famiglie in difficoltà spesso alle spalle, che si devono accollare spese di trasporto e collaterali a fronte magari di tirocini extracurriculari, che in regione sono 66mila e che prevedono un’indennità bassa e non hanno neppure diritto alla contribuzione previdenziale – ricorda ancora Monteduro –. Non mettiamo in discussione la finalità del tirocinio se fa da ponte tra orientamento e impiego, ma molti dei giovani che abbiamo intercettato ci raccontano di un abuso di questo strumento". Di qui la proposta anche a Regione Lombardia, che è stata invitata attorno al tavolo con l’assessora Simona Tironi: "Serve una certificazione delle aziende che possono avere un tirocinante, un monitoraggio per un utilizzo corretto di questo strumento. E un supporto psicologico a chi abbandona gli studi, per recuperarli prima possibile", conclude il sindacalista: "La Regione dia contributi a chi offre lavoro stabile e di qualità".