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6 mag 2022

L’energia di Martina, che torna a viaggiare

Ha perso la mamma quando aveva 15 anni, poi la vita stravolta di nuovo dal cancro. Grazie a una cura sperimentale la svolta

6 mag 2022
annamaria lazzari
Cronaca

di Annamaria Lazzari

Prima il tumore le ha portato via la madre quando lei era solo una ragazzina. Poi un carcinoma al seno particolarmente aggressivo, con metastasi alla schiena, è piombato sulla sua vita, stravolgendo la sua esperienza londinese. Oggi Martina G., tornata a vivere a Milano, di anni ne ha 34: una cura sperimentale le ha salvato la vita. Il resto ce lo ha messo la sua incredibile energia: quando non si occupa di contabilità in un ufficio pubblico, guida una moto Kawasaki 750 e viaggia per il mondo. "O lasci che quello che è successo soffochi la tua anima o ti prendi il tuo spazio vitale" esorta Martina. La parola "cancro" è entrata presto nella sua vita. "Mia madre si è ammalata di tumore al seno quando avevo 8 anni, ha avuto una recidiva ed è scomparsa quando ne avevo 15. Poi è toccato a me. Tutto è iniziato nell’estate del 2015. Avevo 27 anni, lavoravo a Londra da cinque anni e non era un periodo facile, mio padre era morto pochi mesi prima. Ho iniziato a sentire un nodulo alla mammella destra ma non mi sono preoccupata più di tanto. Ho fatto la biopsia ed è invece emerso che si trattava di un tumore al seno: sono rimasta pietrificata. Ho preferito tornare a vivere a Milano dove un Tac ha chiarito il quadro clinico: era un carcinoma triplo negativo legato a una mutazione nei geni Brca1, al quarto stadio, con una metastasi alla schiena. Sono seguiti una tomoterapia, per cercare di fermare l’avanzamento della metastasi, e cicli di chemio. Poi è arrivata la quadrantectomia alla mammella che, a differenza della mastectomia, prevede l’asportazione solo della lesione tumorale. Il mio tipo di tumore, legato alla mutazione Brca1, mi hanno detto essere difficile da trattare con le terapie classiche e sono stata orientata su un protocollo sperimentale americano. Gli oncologi dell’ospedale San Raffaele e study coordinator della sperimentazione mi hanno spiegato i dettagli della terapia, mostrando sempre umanità".

In cosa consiste la cura sperimentale? "Nell’assunzione quotidiana - anche oggi - di 3 capsule, al mattino e sera, per un totale di sei. Il farmaco va a "trovare" gli errori cellulari che causano la malattia, bloccandoli ed evitando l’insorgenza di altre masse maligne: su di me si sta dimostrando efficace. Sono grata a fondazione Airc che finanzia la ricerca contro il cancro: è fondamentale per la scoperta di terapie nuove e più efficaci". Oggi come si sente?"Faccio controlli molto frequenti, gli esami del sangue ogni 3 settimane, la Tac ogni 3 mesi, risonanza e scintigrafia 2 volte l’anno. Ma sto bene e continuo a ricercare esperienze e a viaggiare. Prossima tappa le Ande peruviane".

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