Le velleità imperiali del dittatore Putin e l’incubo dell’effetto domino

L'invasione russa dell'Ucraina del 2022 è motivata dalla volontà di Putin di ricostruire l'impero russo e allontanare l'Ucraina dall'Europa. La storia geopolitica della regione e le conseguenze della guerra fredda sono fondamentali per comprendere il conflitto attuale.

Il 24 febbraio 2022 Putin decise l’invasione, su larga scala, dell’Ucraina. Le cronache riportate giornalmente dai media, pur se in parte offuscate dalle terribili notizie di Gaza, sono state, e lo sono tutt’ora, basate su diverse supposizioni molte delle quali frutto di propaganda. La realtà è data soltanto dalle immagini delle distruzioni materiali. Sotto le cui macerie giornalmente muoiono bambini, donne e uomini “civili ucraini”. Il perché il dittatore abbia voluto scatenare il conflitto è chiaro. Ricostruire, per l’interesse nazionale russo, la potenza imperiale. Come è stata, sotto mentite spoglie, quella delle repubbliche sovietiche.

Nate dalla Rivoluzione del ‘17 che allontanò la Russia dall’Europa, pur essendone figlia. Il Paese è, quanto a vastità, il più grande del mondo. Con 17 milioni di chilometri quadrati, copre 11 fusi orari. Il 75% del suo territorio si trova in Asia, dove però vive soltanto il 22% della popolazione. Che quindi è a maggioranza europea. Finita la belligeranza, dal ’45 all’’89 il mondo, diviso in due blocchi, visse in una “guerra fredda fra di loro”. Terminata con la caduta del Muro e la dissoluzione del regime comunista. Nel suo crepuscolo Gorbaciov, con la Perestroika e la Glasnost, dette l’abbrivio al lampo di democrazia che sembrava proseguire sotto El’cin ed il suo delfino Putin. L’Europa non esisteva, la sua forza politica attrattiva inesistente. La Nato che si voleva, per calcoli di Washington, aprire all’Orso. Non fu così e i vagiti della neonata democrazia soffocati nella culla. La Russia umiliata modificò grazie al regime dispotico la sua specifica identità. Che Putin, pur nato nella città la più continentale, sta portando a divenire asiatica. Le mire espansionistiche geopolitiche non possono avere al confine un cugino però europeo e candidato al suo club. Troppo pericoloso, per l’effetto domino, considerate le velleità di ricostruire l’impero.

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