Le nomine della sanità. Bertolaso sibillino: “I miei piani dipendono dai prossimi 14 giorni”

L’assessore regionale al Welfare annuncia agli stakeholders del settore che è pronto a riportare in Giunta i provvedimenti bloccati da FdI e sembra legare il suo programma e le sue sorti alla partita dei nuovi vertici.

Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare
Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare

Milano –  Le parole scelte e scandite ieri da Guido Bertolaso sembrano restituire la dimensione del braccio di ferro in corso nella maggioranza che governa la Regione Lombardia sulle nomine dei direttori generali della sanità, da varare entro fine anno.

L’assessore regionale al Welfare, nel corso dell’incontro degli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo focalizzato proprio sulla sanità, ha infatti annunciato l’imminente ritorno in Giunta di due provvedimenti che nelle scorse settimane erano stati bloccati da Fratelli d’Italia, primo partito di maggioranza in Regione, perché, si disse allora, "non condivisi con tutta la Giunta" e ha legato la possibilità di realizzare il proprio programma e la propria permanenza nell’esecutivo lombardo proprio all’esito della partita delle nomine.

"Questo – ha detto Bertolaso a conclusione della sua esposizione rivolto agli stakeholders – è il mio piano per i prossimi 4 anni, se mi daranno l’opportunità di farlo. Il tutto dipenderà da come andrà la partita importante che è in gioco nei prossimi 14 giorni (l’allusione alla nomina dei nuovi direttori generali sembra evidente ndr). Inoltre porterò mercoledì 13 dicembre in Giunta il piano sociosanitario e la delibera sull’interruzione delle prestazioni delle cooperative".

Parole che, come anticipato, sembrano confermare la criticità del momento, se si considerano tre elementi. Il primo: come già riportato, Bertolaso e i suoi tre saggi sono nel mirino di una parte della maggioranza perché intendono escludere i partiti dalla nomina dei direttori generali di 15 aziende ospedaliere ritenute particolarmente strategiche e perché lo stesso assessore regionale rivendica per sé la scelta di almeno 6 manager. Considerato che Fratelli d’Italia rivendica per sé il 50% delle nomine, manca l’aritmetica per far contenti tutti. Secondo: proprio ieri si è tenuto un nuovo incontro tra i coordinatori regionali di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Lombardia Ideale per discutere delle nomine e la quadra ancora non si è trovata. Terzo: le ragioni che spinsero una parte della maggioranza a respingere il piano sociosanitario e la delibera sulle regole della programmazione sanitaria (nella quale rientra quella sulle prestazioni delle cooperative) sembrano sussistere tuttora. Detto altrimenti: non risulta che ora, sui provvedimenti annunciati domani in Giunta, ci sia condivisione (soprattutto sul primo). Quella di Bertolaso pare, quindi, una prova di forza nei confronti di (alcuni) partiti.

Dallo staff del presidente della Regione, Attilio Fontana, invitano però a ridimensionare la lettura delle parole dell’assessore al Welfare, non nuovo a ironie, frecciate e provocazioni che, si sottolinea, rientrano nel suo stile comunicativo. La partita delle nomine non è ancora decisa ma, si sottolinea da Palazzo Lombardia, si sta lavorando in modo serio, badando innanzitutto alle competenze, e in modo meno conflittuale di quanto sipossa credere. Solo nei prossimi 14 giorni se ne capirà di più.

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