Le celle sono di nuovo agibili. Chiusa solo quella incendiata

Dopo l'incendio al carcere minorile di Milano, la situazione è tornata alla normalità con solo una cella inagibile. Nuovi agenti sono stati inviati per rinforzare il personale carente. Evasioni e tensioni hanno caratterizzato gli ultimi mesi.

Le celle sono di nuovo agibili. Chiusa solo quella incendiata

Le celle sono di nuovo agibili. Chiusa solo quella incendiata

Tregua al Beccaria, dopo l’ennesimo allarme scattato domenica sera al carcere minorile di via Calchi Taeggi per via di un incendio. La situazione è tornata alla normalità: solo una stanza, quella in cui è divampato il rogo (domato in poco tempo) è rimasta inagibile. Tutte le altre celle dello stesso reparto sono tornate a ospitare i giovanissimi reclusi che domenica erano stati trasferiti provvisoriamente in un’altra ala.

Per la terza volta in due mesi, gli agenti di polizia penitenziaria si sono trovati a fronteggiare un’emergenza innescata da un incendio. Non somo mancati altri momenti di tensione, tra cui due evasioni. Nel frattempo il numero dei detenuti è diminuito (oggi sono una cinquantina) e, soprattutto, lunedì sono entrati in servizio 33 nuovi agenti (più altri 11, tra ieri e oggi) inviate a rinforzare un organico cronicamente carente. Ancora attesi gli educatori.

Domenica il caos era scoppiato attorno alle 22, quando un recluso del secondo piano ha appiccato il fuoco con un accendino al materasso della cella e ad altri effetti personali. I poliziotti penitenziari hanno allertato il 112 e negli stessi minuti hanno iniziato a spegnere le fiamme, evacuando l’intera ala coinvolta. I vigili del fuoco, arrivati con tre mezzi di soccorso, hanno definitivamente domato il rogo. Quella cella ora è l’unica inagibile. In quelle vicine sono poi tornate le "condizioni di salubrità ambientale". M.V.