L’appello a Mattarella: "Finisca questa campagna di odio islamofobo"

La Comunità musulmana italiana esprime forte preoccupazione dopo lo striscione affisso nel cuore della notte dalla “Rete dei Patrioti“.

L’appello a Mattarella: "Finisca questa campagna di odio islamofobo"

Madri e bambini all’uscita dall’istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello

Le telecamere ancora puntate sull’istituto scolastico, il dibattito politico sempre torrido, uno striscione dei militanti della Rete dei Patrioti affisso nella notte e subito rimosso dai carabinieri, una tensione che striscia, ed è monitorata, ora per ora, social per social, commento per commento, dalle forze dell’ordine. Terzo giorno di clamore mediatico sulla chiusura per Ramadan all’Iqbal Masih. L’attenzione sulla città dei quartieri multietnici e delle scuole inclusive, maratoneta da anni di politiche per l’integrazione, è costante. Il timore non detto è quello di possibili azioni-blitz di estremisti o fanatici. Si monitora ora, lo si farà sino alla fatidica data del 10 aprile, quella della fine del digiuno e del giorno di “vacanza aggiuntiva“ per gli scolari pioltellesi, che, nell’intenzione della scuola che unanimemente lo ha deciso, doveva essere, e si spera ancora possa essere, di festa grande e condivisa. Un proclama lo striscione comparso la notte scorsa, subito rimosso, e rivendicato dai militanti del Nucleo autonomo mobile, organizzazione aderente alla Rete dei Patrioti: “Scuola Italiana mai Musulmana. Il 10 aprile vietato chiudere“. A corredo, parole durissime: "È assolutamente inaccettabile che gli alunni di una scuola italiana debbano essere costretti a perdere un giorno di scuola per consentire la celebrazione di una festività totalmente estranea alla nostra cultura e alla nostra tradizione. Un episodio gravissimo, che si pone purtroppo in continuità con un processo di cedimento continuo all’islamizzazione che avviene in diverse parti d’Italia".

Sull’altro fronte è da registrare l’appello al Presidente Mattarella della comunità islamica italiana, sottoscritto da eminenti rappresentanti della società come la giornalista Karima Moual, il coordinatore dell’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio in Sicilia Abdelkarim Hannachi, il sociologo Ali Baba Fayee, il docente universitario Mohammed Hashas, lo scrittore Tahar Lamri, associazioni e centri culturali. "Nel mese del Ramadan, il mese per noi più sacro, ci troviamo di fronte all’ennesima campagna di odio, denigrazione e discriminazione". Nel mirino soprattutto la Lega. "Le sue dichiarazioni, ancora una volta, parlano di islamizzazione come una minaccia, con tono discriminatorio e islamofobo, e l’evidente intento di minare la convivenza pacifica e rispettosa di una intera comunità, quella islamica, pienamente integrata e partecipe nella crescita dell’Italia. Questo ennesimo attacco di un partito politico al governo è ancora più pericoloso: coinvolge i nostri bambini e l’ambiente scolastico nel quale dovrebbero crescere nel rispetto reciproco".

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