La storica fontanella in piazza Scala. Via al restyling, è l’unica in bronzo

Lunedì MM farà partire il recupero per la “vedovella“ progettata dall’architetto Beltrami tra il 1914 e il 1919. I lavori dureranno circa un mese. Gli altri “draghi verdi“ in città, in ghisa, sono 641: il modello risale al 1932.

La storica fontanella in piazza Scala. Via al restyling, è l’unica in bronzo
La storica fontanella in piazza Scala. Via al restyling, è l’unica in bronzo

È un pezzo unico. È la sola fontanella pubblica in bronzo presente a Milano, mentre le altre sono in ghisa. È in piazza Scala, proprio davanti a Palazzo Marino, e fu realizzata tra il 1914 e il 1919 su disegno dell’architetto Luca Beltrami, senatore e conservatore del Castello Sforzesco, incaricato dal Comune di studiare il tipo di ornamenti in ghisa e in ferro per la piazza. L’architetto concepì come un tutt’uno i quattro candelabri elettrici, il recinto che avrebbe racchiuso il monumento a Leonardo da Vinci inaugurato nel 1872 e la nuova fontanella in bronzo dell’acqua potabile.

Gli arredi furono inaugurati il 2 maggio 1919 in occasione del quarto centenario della morte di Leonardo da Vinci. Tra il 1919 e il 1934 la bocchetta originaria di erogazione dell’acqua fu sostituita con la caratteristica testa di animale mitologico che molti milanesi chiamiano il “Drago Verde”.

Fin qui, la storia. E ora veniamo alla cronaca. La storica fontanella ha superato i 100 anni di vita e ha bisogno di un restyling. E così lunedì MM, la società che gestisce da vent’anni il sistema idrico cittadino, avvierà il restauro della “vedovella“ in piazza Scala. I lavori inizieranno con la rimozione della colonna in bronzo mentre la base, ossia la bacinella in pietra, resterà in sede. Le operazioni di restauro della fontanella dureranno circa un mese.

Le vedovelle in città sono 641. Perché si chiamano così? Il nome è ispirato al pianto delle vedove di guerra, perché erogano senza interruzione l’acqua, ricordando così un flusso incessante di lacrime. La caratteristica forma a testa di drago del bocchello, invece, è ispirata al biscione simbolo dei Visconti, presente anche nello stemma della città di Milano. Da questo deriva l’altro nome delle vedovelle: i “draghi verdi”.

Alte un metro e 55 centimetri, con il corpo principale in ghisa e il bocchello in ottone secondo il modello del 1932, le fontanelle sono prodotte ancora oggi secondo il disegno tecnico realizzato del 1932 dal Servizio Acqua Potabile del Comune, tranne il caso unico di quella di piazza Scala, come già spiegato all’inizio. La leggenda narra che per le vedovelle classiche l’architetto Beltrami si sia ispirato dalla bocca a testa di animale raffigurata in un seicentesco “geroglifico” in Marmo di Candoglia del basamento del Duomo. In quanto alla loro origine, l’architetto e urbanista Ferdinando Reggiori nel suo libro “Milano 1800-1943“ ricorda che le fontanelle pubbliche risalgono al 1890, cioè al momento di avvio del servizio pubblico. Nel 1910 una fontanella già campeggiava in piazza San Giovanni in Conca, oggi piazza Missori.

Ultima nota. Gli ambientalisti non si preoccupino. Le vedovelle a flusso continuo non sprecano l’acqua: la portata in uscita non si disperde inutilmente ma, attraverso il sistema di collettamento delle acque reflue, raggiunge i depuratori di Milano dove, depurata e sanificata, viene restituita all’ambiente.

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