La storia delle musiciste di Auschwitz protagonista di un romanzo denso di emozioni

"Ho deciso di raccontare queste vicende perché sono differenti tra loro e sono le più particolari".

Nel corso dell’anno, le classi terze hanno incontrato lo scrittore e studioso di lingua e cultura ebraica, Matteo Corradini.

Dopo la presentazione del libro "Eravamo il suono", gli studenti hanno posto alcune domande all’autore.

Per quale ragione ha deciso di raccontare la storia dell’Orchestra di Auschwitz?

"Ho deciso di raccontare la storia dell’Orchestra perché, non sapendo suonare nessuno strumento, provo molta ammirazione per chi lo sa fare".

In che modo ha selezionato le otto storie presenti nel libro?

"Ovviamente, tutte le storie dell’Orchestra sono importanti ed interessanti, ma, ho deciso di raccontare queste storie nello specifico, perché sono totalmente differenti tra loro e a mio parere, sono le più particolari".

Pensa che il libro in possa apportare un valore educativo ai ragazzi che lo leggeranno? "L’obiettivo principale del libro non è quello educativo, vorrei che fosse fonte di ispirazione".

Per quale motivo si è interessato alla cultura e alla lingua ebraica, decidendo di approfondirle con ulteriori studi universitari?

"Ho deciso di approfondire gli studi perché avevo l’ambizione di diventare un giornalista in Israele".

Mentre scriveva ha mai pensato di mollare tutto?

"No, non mi è mai successo, anzi, mi veniva un mal di testa “piacevole” mentre scrivevo".

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