La Scala per la pace. Lo striscione-appello: "Cessate il fuoco". Standing ovation in sala

Meyer, Bolle, artisti e maestranze insieme sul palco prima del balletto

La Scala per la pace. Lo striscione-appello: "Cessate il fuoco". Standing ovation in sala

La Scala per la pace. Lo striscione-appello: "Cessate il fuoco". Standing ovation in sala

di Nicola Palma e Marianna Vazzana

MILANO

La Scala lancia il suo appello silenzioso per la pace in Medioriente. Il sovrintendente, gli artisti e le maestranze uno di fianco all’altro. Tutti insieme sul palco per chiedere la fine del conflitto in Palestina. Ieri sera, prima dell’ultima replica dell’opera-balletto Madina, il padrone di casa Dominique Meyer, i protagonisti Roberto Bolle e Antonella Albano, il compositore Fabio Vacchi, il direttore Michele Gamba e una rappresentanza di orchestra, corpo di ballo e tecnici hanno guadagnato il proscenio prima che si spalancasse il sipario sullo striscione di 13 metri con la scritta "Cessate il fuoco". Il pubblico in sala si è alzato in piedi e ha applaudito per più di un minuto.

L’iniziativa è stata lanciata nei giorni scorsi dal professore d’orchestra Francesco Lattuada, che, in qualità di presidente della sezione Anpi del Piermarini, l’ha condivisa prima con il suo capo delegazione della Slc-Cgil Paolo Puglisi e poi con gli esponenti delle altre sigle Cisl, Fials, Uil e Cub. Dopo aver scelto insieme la frase, i rappresentanti dei lavoratori ne hanno parlato con Meyer, che si è subito detto favorevole. "Sarebbe bello se venisse esposto ogni sera, prima di ogni spettacolo", l’auspicio di Puglisi. Il titolo non è stato scelto a caso: la trama di Madina racconta proprio di una ragazza, cresciuta in Cecenia, che sceglierà all’ultimo istante di non mettere in atto un attentato suicida in una capitale occidentale.

E il "Cessate il fuoco" è stato ribadito anche in strada, al corteo pro Palestina (il ventiduesimo a Milano) partito da piazza San Babila alle 15.30 e approdato in piazza Risorgimento. Un migliaio di persone si sono ritrovate sotto la pioggia, a sventolare bandiere e striscioni gridando "Palestina libera" e chiedendo – il messaggio riportato pure nello striscione di testa – la liberazione di Anan Yaeesh, militante palestinese di 37 anni residente all’Aquila, arrestato il 29 gennaio in seguito alla richiesta di estradizione presentata dalle autorità israeliane. Dal carro che guidava il corteo, “vestito“ con lo striscione della Comunità palestinese di Lombardia, si sono susseguiti gli interventi con il megafono. "Oggi siamo a 155 giorni di genocidio nella striscia di Gaza. I morti non si possono più contare, siamo a oltre 30mila. La sofferenza del popolo palestinese si fa più pesante e la complicità del mondo si fa più feroce". E "si continuerà a uccidere anche nel mese sacro del Ramadan", che comincia oggi. A Milano la protesta continuerà, anche se potrebbe esserci qualche cambiamento negli orari proprio per il Ramadan.

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