La rivincita del “su misura“

Lorenzo Bises Tornati tutti ufficialmente in città dopo le abbuffate natalizie e le sciate di stagione, Milano riapre i suoi battenti a...

Bises

Tornati tutti ufficialmente in città dopo le abbuffate natalizie e le sciate di stagione, Milano riapre i suoi battenti a ritmo di scadenzate week, sempre più corte e sempre più numerose. A cominciare dalla settimana della moda uomo, momento in cui l’universo maschile si riappropria di spazi e congetture per immaginare l’abbigliamento del futuro, giacche doppiopetto o una ibrida e aggiornata informalità? Oltre le passerelle e i grandi marchi di lusso, i giovani milanesi stanno riscoprendo il fascino della sartoria dove il su misura è a tutti gli effetti un intimo viaggio attraverso la propria personalità e il passaparola dei migliori indirizzi si fa geloso e centellinato. Tra questi senza dubbio c’è la Sartoria Esthés, fondata da Bernardo La Guardia che ha scelto come spazio una sartoria allestita negli anni ’50 in viale Caldara 18, perché anche le mura, il salottino di prova e le scaffalature per riporre i tessuti parlano di una storia che prosegue e fluisce. A 31 anni, dopo gli studi e la gavetta, ha realizzato il sogno di avviare la sua attività portando avanti la tradizione sartoriale, la tecnica e la confezione a regola d’arte ma anche il poter sperimentare ogni giorno grazie ai clienti che si affidano al suo gusto e alla sua esperienza. Non solo abiti blu, completi gessati e monopetto, la gamma di tessuti e modelli è talmente variegata che spesso si può entrare con un’idea e dopodiché uscire avendo ordinato qualcosa di più giocoso e fuori dall’abituale confort zone. Esistono clienti conservatori, mi dice Bernardo, ma sempre più giovani ricettivi che hanno la giusta sensibilità nel lasciarsi consigliare e nascono paltò, kimoni e parka a seconda delle occasioni. “L’abbigliamento è un insieme di sottotesti e linguaggi” aggiunge e durante i nostri attimi sociali ciò che vestiamo si trasforma in un modo di riscoprire la bellezza di ciò che facciamo, che sia una passeggiata, una fruttuosa giornata lavorativa o una prima all’Opera.

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