La riforma dei contributi per i disabili. È protesta dentro e fuori il Consiglio

I cartelli dell’opposizione: ai caregiver neppure lo 0,03% del bilancio. Lucchini: stanziati 17 milioni in più. Le associazioni passano alla mobilitazione online in stile battaglia navale: "B1 e B2 colpite e affondate".

La riforma dei contributi per i disabili. È protesta dentro e fuori il Consiglio

La riforma dei contributi per i disabili. È protesta dentro e fuori il Consiglio

Dentro e fuori il Consiglio regionale non si placano il dibattito e le proteste per la delibera con la quale la Giunta regionale, il 28 dicembre scorso, ha rivisto i contributi mensili destinati alle famiglie delle persone con gravissima e grave disabilità ma anche per la correzione di rotta solo parziale decisa settimana scorsa a fronte dell’intesa col Ministero del Lavoro nonché della mobilitazione compatta delle associazioni della disabilità. Ieri in Consiglio regionale Elena Lucchini, assessora lombarda alla Disabilità, ha risposto a due interrogazioni sul tema, una presentata da Davide Casati e l’altra da Lisa Noja, consiglieri regionali, nell’ordine, del Pd e di Azione-Italia Viva.

L’una e l’altra chiedevano alla Giunta regionale di dare garanzie sulla continuità dei progetti relativi ai voucher sociosanitari della misura B1 (quella riservata alla gravissima disabilità) e, aspetto non secondario, sulle coperture per le nuove domande che arriveranno in questi mesi, per l’esattezza nella finestra compresa tra il primo di marzo e il 31 ottobre, richieste che rischiano seriamente di restare in attesa, in lista d’attesa, per mancanza di risorse. Da parte sua, Lucchini ha annunciato che scriverà una lettera alle famiglie per spiegare come saranno rimodulate le misure di sostegno. Per il resto, nessuna vera nuova.

"Nella risposta alle interrogazioni ho voluto sottolineare lo sforzo fatto da Regione Lombardia in questo mese e mezzo: grazie ad un’importante interlocuzione col ministro Marina Calderone abbiamo rivisto la delibera di dicembre senza toccare chi ha bisogni complessi e riducendo a 65 euro la rimodulazione, sbagliato parlare di tagli, per le altre tre fasce. In aggiunta ricordo che Regione ha messo 17,5 milioni di euro in più quest’anno sulla non autosufficienza. Risorse nostre, quasi raddoppiate".

Quanto al blocco delle nuove domande, l’assessora conferma lo scenario: "Bisogna essere onesti rispetto alle disponibilità che ci sono a bilancio. Faremo il possibile per cercare di pervenire a nuove risorse per soddisfare il più possibile le nuove richieste. Ma ho già informato le associazioni che potrebbero esserci liste d’attesa sulla B1". Parole che non soddisfano le opposizioni di centrosinistra. "Questa Giunta non trova nemmeno risorse pari allo 0,03% del bilancio regionale da destinare alle persone più fragili e alloro famiglie: vergognoso" attacca Pierfrancesco Majorino (Pd) sventolando in Aula, insieme agli altri consiglieri, cartelli a tema 0,03%. "Le persone con disabilità e le loro famiglie hanno diritto ad avere certezze e aiuti a lungo termine – dichiara Noja –. Serve chiarezza". "È assurdo che Regione Lombardia trovi i soldi per auto-promuoversi su Tik Tok con un Piano Comunicazione da 10 milioni di euro e non trovi risorse per l’assistenza alle persone fragili". E le associazioni della disabilità passano alla mobilitazione on line. Sui loro canali social hanno condiviso un’immagine in puro stile battaglia navale. Il messaggio: "B1 e B2 colpite a affondate".

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