SIMONA BALLATORE
Cronaca

La protesta in fumo. Sigarette in cortile: cinque ragazzi multati. Flash-mob al Manzoni

Picchetto in via Orazio contro le sanzioni da 27,50 euro ciascuno. Zeni, presidente Anp Milano: "È al legge, e vale anche per i professori". I precedenti: tra recinti e pene accessorie c’era chi mandava a zappare.

La protesta in fumo. Sigarette in cortile: cinque ragazzi multati. Flash-mob al Manzoni

La protesta in fumo. Sigarette in cortile: cinque ragazzi multati. Flash-mob al Manzoni

Fumogeni rossi contro il divieto di fumo e le ultime multe che sono scattate al liceo classico Manzoni: almeno cinque. Così il Collettivo del Manzoni ieri mattina ha inscenato un flash-mob "per rivendicare la possibilità sacrosanta di fumare in cortile", criticando i "metodi utilizzati dai dirigenti scolastici, che preferirebbero multare i ragazzi anziché spingerli a smettere di fumare solo per il loro bene, e che così facendo spingono solamente a farlo di nascosto".

Il video girato in via Orazio, sotto la pioggia, è stato diffuso anche sui canali social. E ha riaperto un dibattito che era esploso nel 2017, quando erano spuntate pene alternative e spazi recintati. "I trasgressori sono soggetti, con le modalità e nei termini previsti dalla vigente normativa, al pagamento della sanzione amministrativa di legge (da euro 27,50 a euro 275,00)", recita il regolamento antifumo del liceo, ma non solo, finalizzato a "tutelare la salute degli alunni, del personale e di tutti gli utenti dell’Istituzione scolastica, come sancito dall’articolo 32 della Costituzione". In calce ci sono tutti i riferimenti normativi.

"Non dipende dalla singola scuola e non è la singola scuola che incassa ma la Tesoreria provinciale – spiega il presidente dell’Associazione nazionale presidi di Milano Mauro Agostino Donato Zeni –. Non c’è molto da discutere: c’è una legge del 2013 che governa tutta la materia e che stabilisce il divieto di fumo (sigarette elettroniche incluse, ndr) nelle pertinenze, nei cortili e nei ballatoi. Si applicano le multe che valgono anche altrove: 27,50 se pagata entro 15 giorni, altrimenti raddoppia: 70 euro se si fuma davanti a persona incinta. La scuola deve indicare le figure che facciano rispettare le regole. Nel mio caso ho indicato tutti i docenti e bidelli".

La legge vale anche per loro. "È capitato in passato che multassi anche un dipendente - ricorda Zeni –, anche in periodo pre-Covid ogni anno stilavamo decine di multe, ma siamo tenuti a farlo anche se poi c’è sempre il “gioco“ del gatto e il topo e gli studenti che cercano di fumare ci sono sempre". E se c’è chi invoca pene alternative a quelle pecuniarie "in realtà non funziona così - sottolinea Zeni – al massimo si tratta di pene accessorie, che possono essere previste nei regolamenti disciplinari delle singole scuole". Ma dalla multa non si scappa. E se le sanzioni lasciano il tempo che trovano "perché tanto a pagare ci pensa papà", c’è chi aveva cercato di “rinforzarle“ con lavori socialmente utili (invocati e tornati di stretta attualità in queste settimane). Un esperimento era stato introdotto proprio a Milano, all’Itsos Steiner, e aveva incuriosito mezza Italia. L’ex preside Domenico Balbi mandava "a zappare" nel senso vero del termine chi veniva sorpreso con la sigaretta accesa e- in generale - chi non rispettava le regole. Un’idea inserita in un progetto più vasto. "All’inizio i ragazzi accettavano divertiti, pensando che fossero ore di svago, ma questa percezione è durata poco – raccontava il preside a Il Giorno nel 2017 –. Rastrellano, raccolgono pietre, potano, abbattono gli alberi malati e trasportano manualmente gli scarti del verde, quindi ora hanno compreso il senso della fatica". Erano state bandite anche le sospensioni: "Se per tre giorni vengono allontanati dalla scuola si fa il loro gioco, li si abbandona ai device elettroniche. Molto meglio fare scontare i giorni di punizione tenendoli impegnati a scuola in attività educative alternative". Qui era stata avviata anche un procedimento disciplinare e una causa civile contro un prof: "Quando rimproveravo i ragazzi, loro mi indicavano il docente di turno che invece accendeva la sigaretta - ricordava Balbi -. Ho cercato di fare capire che le regole valgono per tutti: iI docenti sono i primi a dare l’esempio". All’Oriani-Mazzini invece dopo richiami inutili e multe, nel 2016 si era passati ad altri metodi: "Stop alle uscite in cortile per tutti gli studenti. Per almeno un mese".

Era durato pochissimo un esperimento avviato alla civica Manzoni nel 2017: una sorta di compromesso storico con gli irriducibili. Era spuntata una zona fumatori recintata - durata pochissimo - mentre nelle aule si tenevano corsi contro il tabagismo e per informare sui danni alla salute connessi alle sigarette. Intanto nelle scuole si richiama "l’obbligo di vigilanza sugli alunni da parte di docenti, personale scolastico e genitori". Anche al Tito Livio una circolare fresca di stampa ricorda il divieto di fumo e di tenere gli occhi aperti contro i trasgressori soprattutto durante l’intervallo.