Milano, la pioggia frena i saldi: prima giornata flop e la crisi impone solo acquisti di cose utili

Calo degli affari del 20% e 30% in meno di presenze rispetto allo scorso anno. Meghnagi (Ascobaires): ma l’aspettativa è buona, spesa pro capite di 175 euro.

La pioggia frena i saldi. Prima giornata flop e la crisi impone solo acquisti di cose utili

La pioggia frena i saldi. Prima giornata flop e la crisi impone solo acquisti di cose utili

È stato un flop il primo giorno di saldi invernali a Milano, partiti ufficialmente ieri (dureranno 60 giorni). Pioggia, vento e freddo non hanno incentivato chi è rimasto in città (molti i milanesi ancora in vacanza) a mettere piede fuori casa per un estenuante shopping tour nei negozi. Risultato? -20% il calo di affari e addirittura -30% in termini di presenze negli esercizi commerciali rispetto al primo giorno di ribassi del 2023, con scontrino medio di 100 euro e sconti attorno al 30%. "Speriamo in un meteo più benevolo nel weekend per recuperare. L’aspettativa è buona, contiamo di attestarci sugli stessi numeri dell’anno scorso. Per questi saldi invernali stimiamo una spesa pro-capite di 170-175 euro", argomenta Gabriel Meghnagi, presidente via associative di Confcommercio Milano e di Ascobaires. Interpellando gli acquirenti le preoccupazioni sono le stesse: la trappola del mutuo a tasso variabile e il caro-spesa sono un’eredità pesante che spinge ai soli acquisti essenziali. La spesa lussuosa, superflua e gratificante dei tempi della pandemia come "vendetta" verso il regime mortificante di restrizioni e isolamento – il cosiddetto "revenge shopping" – è ormai andata in soffitta. Fra i prodotti più venduti maglieria, felpe, capispalla, giacconi, cappotti, calzature, capi e accessori per la vita di tutti i giorni.

"Il mantra? Comprare quello di cui si ha davvero bisogno. Gli acquisti d’impulso di roba inutile non me li posso più permettere", dice Salvatore in corso Buenos Aires. "Prima della turbo-inflazione, le Nike me le sarei comprate a settembre, a prezzo pieno. Quest’anno ho dovuto aspettare che ci fosse un ribasso", aggiunge Angelica Sgrò, 22 anni, anche lei a passeggio sull’arteria commerciale più lunga della città. Fra i portici di corso Vittorio Emanuele II ecco una madre, Michelle Castellani, 50 anni, con due figli: "Saldi consapevoli quelli del 2024. Niente leziosità, acquisterò pantaloni, maglioni, giacche per aggiornare il guardaroba dei miei due ragazzi che, essendo adolescenti, crescono ogni anno". Più o meno è la scelta che fa lo zio Mohamed Hodhod, 47 anni, per il nipote 20enne Ahmed, appena uscito dalle porte di Primark in via Torino: "La merce a prezzo pieno? E chi se la può più permettere. Meno male che sono arrivati gli sconti. Dieci magliette a novanta euro: un affare, vero?". Andrea Vaccari, 18 anni, con la fidanzata Martina è venuto apposta da Modena a caccia di occasioni: "Abbiamo un budget da 150 euro per rifarci un po’ l’armadio". Ma quella che più sprizza felicità è una francese fuori da un’esclusiva boutique di via Monte Napoleone dopo le 10 del mattino: "Vuole la verità? Chi è in fila di fronte all’ingresso di Hermès non sta aspettando i saldi per comprare. Ma solo che aprano finalmente le porte…".

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