La morte di Ugo Intini. Il ricordo dei socialisti. Pillitteri: mi aprì la porta all’Avanti! per il cinema

L’ex sindaco: Ugo mi aiutò come giornalista e poi mi spinse a fare politica. Stefania Craxi: un grande dolore, fu un amico sincero di papà Bettino. Martelli: ha rivendicato i meriti del socialismo anche dopo Mani Pulite.

La morte di Ugo Intini. Il ricordo dei socialisti. Pillitteri: mi aprì la porta all’Avanti! per il cinema

La morte di Ugo Intini. Il ricordo dei socialisti. Pillitteri: mi aprì la porta all’Avanti! per il cinema

di Massimiliano

Mingoia

MILANO

Il primo ricordo, personalissimo, di Ugo Intini, lo tira fuori per “Il Giorno“ Paolo Pillitteri, ex sindaco socialista con la passione del giornalismo, una professione che è sempre stata la seconda pelle del parlamentare del Psi e portavoce del leader Bettino Craxi morto ieri. Non a caso l’Avanti!, nella sua homepage, ieri titolava: "Ugo Intini: è stato l’Avanti!", sì, perché ha diretto il quotidiano del Psi dal 1981 al 1987, gli anni d’oro del craxismo. Ma torniamo a Pillitteri e ai suoi ricordi: "Ugo è stata una delle persone più importanti per la mia carriera giornalistica. Negli anni Sessanta mi aggiravo a l’Avanti, quando aveva ancora la redazione in piazza Cavour, e Intini un giorno mi disse: “Tu sai scrivere di cinema e di spettacoli?“. Io risposi di sì. L’Avanti aveva appena perso il critico cinematografico e Ugo prese me. Entrai in una galleria di sogni. Lavoravo al fianco dei massimi esperti del settore: Bianchi, Grazzini... E, soprattutto, andavo al cinema tutti i giorni... Una mia grande passione".

L’ex primo cittadino rammenta che quegli anni all’Avanti!, di fianco a Intini, "era il periodo della grande ripresa del cinema americano, c’erano anche due prime al giorno e mi toccava scrivere due recensioni in fretta e furia. In quel periodo imparai a scrivere velocissimo, una caratteristica che è rimasta come mia qualità anche in seguito. Intini mi sorvegliava alle spalle mentre scrivevo quegli articoli e mi incitava a mettere tutti i nomi degli attori. Lui, a dire il vero, capiva poco di cinema, ma conosceva gli elementi essenziali del giornalismo. Mi mandò anche a fare la critica teatrale, ma quello non era il mio mestiere: la prima volta che andai al Piccolo Teatro litigai con Giorgio Strehler, perché lui trattava tutti a pesci in faccia. E io ero seccatissimo. Ma tutto ciò, tra cinema e teatro, per me è stata un’esperienza molto interessante. Un’esperienza che devo a Ugo, che poi mi spinse a impegnarmi più direttamente in politica".

Erano gli anni Settanta e Pillitteri venne nominato assessore comunale, poi eletto deputato e, infine, sindaco di Milano dal 1986 al 1992. Poi scoppiò l’inchiesta di Mani Puliti, il capoluogo lombardo divenne Tangentopoli e la “Milano da bere“ divenne un bel ricordo per alcuni e un incubo per altri, a seconda delle idee politiche e delle esperienze personali. Anche Intini, come Pillitteri, visse quegli anni e fu uno degli uomini più vicini a Craxi.

La figlia dell’ex premier ed ex segretario socialista, Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della Commissione Affari esteri e Difesa di Palazzo Madama, conserva un ricordo vivido di Intini: "La scomparsa di Ugo Intini è per me un dolore profondo. Un altro pezzo della mia vita, della mia comunità che ci lascia, un amico e un compagno che da Roma a Milano, da giornalista, saggista e politico, ha servito laicamente con amore e dedizione la causa del socialismo libertario". Anche la Craxi, come Pillitteri, sottolinea le qualità giornalistiche di Intini: "È stata una penna straordinaria, acuta, pungente e intelligente, il direttore dell’Avanti! che meglio di chiunque altro seppe interpretare lo spirito innovatore, riformista e garibaldino del “nuovo corso“ socialista, un parlamentare infaticabile, un amico sincero di mio padre. Sapevo del male con cui da mesi stava combattendo con forza e con tanta speranza, dei suoi viaggi della salute al San Raffaele di Milano di cui egli stesso volle informarmi e di cui mi teneva al corrente. Ma anche in tutti questi mesi, ogni chiacchiera finiva sempre con lo sguardo proiettato al futuro, alle iniziative da fare per tenere viva quella che lui chiamava la “nostra storia“, e non mi ha mai fatto mancare le sue riflessioni sulla politica, in particolare sul fronte internazionali, a cui guardava con apprensione per i tanti conflitti in atto. Il dolore dei suoi cari, a cui non posso che unirmi in un abbraccio fraterno, è il dolore di una intera comunità per una perdita grande. Ciao Ugo, mi mancherai!". Intanto, l’altro figlio di Bettino Craxi, Bobo, scrive sui social: "Ugo Intini non è più con noi. Il socialismo Italiano perde uno dei suoi uomini migliori".

L’ex ministro di Grazia e Giustizia e attuale presidente della Fondazione Pietro Nenni Claudio Martelli ricorda la combattività di Intini dopo l’inchiesta Mani Pulite: "Anche negli anni della disfatta della Repubblica e dei partiti che l’avevano fondata, a cominciare proprio dal Psi, non hai mai smesso di rivendicare i meriti e le conquiste del socialismo italiano e di rintuzzare le offese, le falsificazioni e le ingiurie di ben orchestrate campagne di odio e di discredito di destra e di sinistra".

Giornalista, politico, ma anche scrittore. Intini, negli ultimi anni della sua vita, si era dedicato soprattutto a scrivere libri. Nel 2022 aveva pubblicato per Baldini+Castoldi il monumentale volume “Testimoni di un secolo. 48 protagonisti e centinaia di comprimari raccontano il secolo breve“, per citare, con queste ultime due parole, un classico saggio novecentesco: “Il Secolo Breve“ dello storico britannico Eric Hobsbawm.

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