"La memoria non è un gioco". Sulle orme di chi scelse la libertà

Lo scrittore Gianni Biondillo guida un tour attraverso i luoghi della Resistenza di Sesto San Giovanni. Poi in Villa Mylius presentetà il suo ultimo romanzo, “Quello che noi non siamo“, dedicato al tema.

"La memoria non è un gioco". Sulle orme di chi scelse la libertà
"La memoria non è un gioco". Sulle orme di chi scelse la libertà

Sarà Gianni Biondillo ad aprire la rassegna dedicata al Giorno della Memoria. Lo scrittore e architetto oggi porterà sestesi e non in un tour per raccontare la storia di alcuni iconici monumenti, per poi presentare il suo ultimo libro “Quello che noi non siamo“. L’appuntamento è alle 16,30 in piazza della Resistenza dove la visita guidata si snoderà tra il palazzo comunale, inaugurato nel 1967 da un progetto dell’urbanista Piero Bottoni, il monumento alla Resistenza che corre lungo tutta la salita della piazza fino al municipio e lo stesso slargo, disegnato sempre da Bottoni. Alle 18 in Villa Mylius, Biondillo dialogherà con l’architetto Enrico Piazza e con il pubblico, presentando il suo ultimo libro “Quello che noi non siamo“. Si tratta di un romanzo corale, che racconta la storia di uomini e donne che presero coscienza del crollo delle false ideologie e che decisero di schierarsi nel nome della Resistenza e della libertà, spesso pagandone le conseguenze con carcerazioni, torture, campi di concentramento.

Il doppio evento, in collaborazione con il circolo Arci Nuova Torretta, apre la rassegna "La memoria non è un gioco" che fino al 15 febbraio metterà in scena conferenze, spettacoli di teatro, musica e cinema, oltre al tradizionale omaggio al Monumento al Deportato al Parco Nord il 27 gennaio. Durante questo mese saranno ricordate le figure emblematiche di tre donne vittime dell’Olocausto, a partire da Anna Frank, che coi loro scritti hanno lasciato testimonianze inestimabili, e sarà anche presentato il fumetto sull’Olocausto della sestese Serena Romano.

Oggi sarà anche iniziata la posa delle pietre d’inciampo, per il terzo anno, insieme all’artista tedesco Gunter Demnig, autore del progetto, che ha portato alla posa di oltre 70mila pietre dorate in più di 20 Paesi europei. Dalle 9 alle 12,30 con una cerimonia pubblica, i piccoli quadrati saranno installati nei marciapiedi, davanti alle case da cui vennero catturati i deportati che non fecero più ritorno dalle loro famiglie. Lunedì dalle 9 alle 11 la seconda tranche: alla fine ne saranno posate 15, che si vanno ad aggiungere alle 11 già collocate per onorare la memoria dei 140 sestesi, arrestati e deportati per motivi politici nei lager nazisti.

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