La mappatura della Martesana. Quale futuro per i beni confiscati

Incontro a Gessate fra sindaci, enti, associazioni e forze dell’ordine: 64 gli immobili censiti, 39 quelli riassegnati fra appartamenti e ville, terreni, capannoni e garage, tassello di attività illecite del passato .

La mappatura della Martesana. Quale futuro per i beni confiscati

La mappatura della Martesana. Quale futuro per i beni confiscati

Ben 64 beni censiti, 39 riassegnati: appartamenti e ville, terreni, capannoni e garage, tassello di attività illecite del passato, e tornati, o pronti a tornare, alla collettività. I beni confiscati di Martesana al centro di un incontro a Gessate fra sindaci, enti, associazioni e forze dell’ordine: naturalmente sotto il grande cappello di Libera, pronta a battezzare un nuovo presidio di zona, e che ha curato la mappatura aggiornata "su questo territorio, così vasto e significativo – così Antonio Brescianini, coordinatore del costituendo presidio ed ex sindaco di Vimodrone – che conta un territorio vastissimo e ben 380 mila abitanti".

Alla riunione, promossa da Libera, rappresentata da Brescianini con Lorenzo Frigerio, e dalla sindaca gessatese Lucia Mantegazza, una presenza istituzionale fitta e illustre: con i sindaci d’area erano presenti Simona Ronchi per l’agenzia nazionale dei beni sequestrati alla criminalità (Anbsc), il commissario di polizia Roberto Bellasio, Fabio Bottero coordinatore regionale del gruppo Avviso pubblico Lombardia, Paola Pastorino di Anci Lombardia, fresca, quest’ultima, di sottoscrizione di un protocollo per la valorizzazione dei beni confiscati sotto egida prefettizia. Gessate location ad hoc. Proprio nei giorni scorsi il comune ha promosso qui una manifestazione di interesse per la futura gestione del capannone di via Fermi, in zona industriale, che fu coinvolto in una delicata indagine su un traffico di rifiuti di scala nazionale e con infiltrazioni malavitose. 69 beni totali, dunque. "I dati aggiornati - così Brescianini - li abbiamo ottenuti naturalmente dall’agenzia nazionale per i beni sequestrati. Avevamo come Libera fatto un check precedente. In questo incontro abbiamo fatto un passo ulteriore, e messo il primo tassello per una rete collaborativa. Molti amministratori sul cui comune insistono beni tolti alla malavita e pronti alla riassegnazione hanno bisogno di supporto, per sbrogliare questioni normative, di finanziamento, di documenti. E perché non pensare, dove opportuno e utile, a percorsi e magari gestioni condivise?".

La manifestazione per le vittime di mafia 2024 in Martesana si terrà il 16 marzo a Cologno Monzese, "comune molto popoloso e che conta parecchi beni confiscati". L’impegno nel nome della legalità ribadito a più voci: "Un impegno fondamentale nel contrasto alla criminalità organizzata – così Lucia Mantegazza – che ribadiamo con convinzione. Ma anche un lavoro importante e delicato, nel quale sono fondamentali supporto e collaborazione fra soggetti istituzionali".

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