La fine di Rocchelli, verdetto in Cassazione

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Oggi l’ultima parola dei giudici sulla morte di Andrea “Andy“ Rocchelli, il 33enne fotoreporter pavese ucciso 7 anni fa nel Dombass, mentre documentava il conflitto civile in Ucraina tra esercito regolare e filorussi.

Dopo la sua condanna in primo grado e l’assoluzione in appello, la Cassazione potrebbe riaprire il processo nei confronti del soldato volontario italo-ucraino Vittaly Markiv o chiuderlo definitivamente. La sentenza assolutoria milanese ha comunque confermato in pieno la ricostruzione d’accusa: il convoglio di giornalisti di cui faceva parte Andy fu riconosciuto e attaccato deliberatamente a colpi di mortaio dall’esercito ucraino su segnalazione dei volontari della Guardia nazionale. L’assoluzione in appello dipese dall’impossibilità, affermata dalla Corte, di utilizzare contro Markiv le testimonianze di commilitoni e superiori che lo collocano il giorno dell’attacco nella postazione da cui venivano indicate agli operatori dei mortai le coordinate degli obiettivi. Testimonianze viziate, secondo i giudici, dal fatto che i testi andavano interrogati con la garanzia di un avvocato in quanto essi stessi potenziali complici.

Oggi la Cassazione potrebbe riammettere quelle prove, ribaltando di nuovo la sentenza, oppure rendere definitiva l’assoluzione. Resterà in ogni caso, hanno spieagto nei giorni scorsi i genitori di Andy e la loro avvocata Alessandra Ballerini, "l’affermazione della responsabilità diretta dell’esercito ucraino in un crimine di guerra in chiara violazione del diritto internazionale". Tutto il processo "è stato caratterizzato dalle continue interferenze dello stato ucraino sulla giustizia italiana", hanno aggiunto.

E Beppe Giulietti, presidente Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani: "Un minuto dopo la sentenza chiederemo un incontro al ministero degli Esteri chiedendo di fare almeno un centesimo di quel che hanno fatto le autorità ucraine per il loro concittadino".

Fra l’altro, l’anno prossimo in Francia si avvierà un processo penale per il ferimento di William Roguelon, che il giorno dell’attacco era insieme a Andy e Andreij Mironov, l’interprete russo anche lui rimasto ucciso. E la famiglia Rocchelli ha fatto sapere che anche lì si costituirà parte civile.