La crisi senza fine della Baggina, i lavoratori delle pulizie: pagateci

Stipendi a singhiozzo con l’impresa subentrata un anno fa. Ieri presidio e sciopero. "Il commissario intervenga"

Il presidio dei lavoratori delle pulizie  al Pio Albergo Trivulzio

Il presidio dei lavoratori delle pulizie al Pio Albergo Trivulzio

Milano – L’adesione allo sciopero e al presidio di due ore davanti alla Baggina è stata "grande", spiega Maria Grazia Ferrandi della Filcams Cgil; la massima possibile per chi lavora nei servizi pubblici essenziali e anche ieri ha garantito il 30% dell’attività, la quota minima di legge.

Le pulizie, nelle Rsa e nei reparti di riabilitazione del Pio Albergo Trivulzio, sono un servizio non solo essenziale ma importantissimo, che è stato garantito anche durante la pandemia da 75 lavoratori che poi, il 1° dicembre 2022, sono passati, in virtù della clausola sociale, a una nuova azienda che ha vinto l’appalto al Pat. Da allora, continuano a garantire le pulizie ma non ricevono più uno stipendio regolare. L’impresa subentrata, Celsius srl, ha avuto problemi burocratici ("Mancava il Durc", documento unico di regolarità contributiva, spiega Ferrandi), poi di liquidità, in un contesto in cui il pubblico paga con grandi ritardi ma in particolare lo fa la Baggina, commissariata in accordo tra Regione e Comune lo scorso agosto dopo che una due diligence aveva certificato uno sbilanciamento milionario nei conti (mai floridi) dell’Asp.

Un primo stato d’agitazione, con incontro in Prefettura, era stato aperto ad aprile, quando il Pat era ancora guidato dai vecchi vertici (la presidente Dina Ravera e il dg Giuseppe Calicchio), un secondo a settembre dopo l’insediamento del commissario Francesco Paolo Tronca, ma le soluzioni promesse non hanno funzionato: "I lavoratori hanno avuto la seconda metà dello stipendio di ottobre a inizio dicembre - spiega Ferrandi della Filcams, che insieme a Uil Trasporti ha organizzato la protesta di ieri a Milano -. Non hanno ancora ricevuto quello di novembre e difficilmente, domani, vedranno la tredicesima. È tempo che ciascuno si prenda le sue responsabilità: Celsius, che non poteva non conoscere i tempi di pagamento del pubblico, e il Trivulzio, che dovrebbe intervenire per garantire lo stipendio dei lavoratori e prendere una decisione definitiva su questo appalto. Ci aspettiamo di essere convocati dal commissario; se non cambierà niente, a gennaio torneremo a protestare".

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