La corsa clandestina e lo schianto. Poi la fuga bloccata sulla Darsena

La gara in via Crema e la reazione contro i vigili: denunciato trentasettenne già accusato di tentato omicidio

L’asfalto di via Crema trasformato in una pista di Formula Uno. Le auto che si rincorrono e si superano a folle velocità. Poi lo scontro e L’intervento dei vigili. La fuga di uno degli scriteriati piloti e il blitz conclusivo sulla Darsena. La presunta corsa clandestina, su cui sono ancora in corso gli accertamenti investigativi della polizia locale, è andata in scena la notte scorsa solo per fortuna non ha provocato feriti: un trentasettenne, già accusato in passato di aver tentato di uccidere un senzatetto, è stato indagato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico tre volte superiore al consentito.

Tutto inizia qualche minuto dopo l’una, quando la Fiat 500 Abarth guidata dall’uomo poi denunciato e la Volvo di un ventiseienne iniziano a gareggiare in via Crema; all’incrocio con via Giulio Romano, le due macchine vanno a sbattere. Qualcuno chiama i ghisa: il ventiseienne resta lì, l’altro si allontana a piedi, lasciando la 500 in un punto che ostacola la circolazione dei mezzi pubblici. Finita? No, perché qualche minuto dopo l’uomo torna per riprendersi la Fiat. Peccato che nel frattempo siano già arrivati i vigili per effettuare i rilievi sul luogo dell’incidente e ricostruire la dinamica dell’accaduto. Il trentasettenne riesce a infilarsi nella 500 e a scappare in macchina: l’inseguimento va avanti per diversi chilometri, fin quando le pattuglie della polizia locale riescono a bloccare la corsa della Abarth in piazzale Cantore; lì il conducente, ubriaco, inizia a scagliarsi contro gli agenti, tanto che viene subito portato in via Custodi e denunciato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Le indagini andranno avanti per capire se effettivamente i due amici abbiano messo in atto una corsa clandestina, come sembra che uno di loro abbia confermato agli agenti: decisive potrebbero rivelarsi le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Se l’ipotesi verrà confermata, ai due verrà contestata la violazione dell’articolo 9-bis del Codice della strada, che punisce con la reclusione da uno a tre anni e una multa da 25mila a 100mila euro chiunque organizza o prende parte a "una competizione sportiva in velocità con veicoli a motore senza esserne autorizzato". Inoltre, il reato prevede la sospensione della patente da uno a tre anni e, in caso di condanna, la confisca dei veicoli. "Un plauso agli agenti, che con grande professionalità ha gestito una situazione difficile e bloccato il fuggitivo", il commento del segretario del Sulpl Daniele Vincini.

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