La casa come luogo di cura. Intesa tra Cna Milano e Paxme

Cna Milano e Paxme firmano una convenzione per garantire assistenza sanitaria a domicilio ai propri associati, con servizi come esami del sangue in azienda. Obiettivo: promuovere la casa come luogo di cura e risparmiare sui costi di mantenimento dei letti ospedalieri.

di Matteo Cianflone

MILANO

La Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (Cna) ha firmato una convenzione con la società specializzata nelle cure domiciliari Paxme. L’accordo garantisce assistenza sanitaria in casa agli oltre 3mila associati di Cna Milano, tra cui artigiani, imprenditori, lavoratori autonomi e rispettivi familiari. I quali potranno comunicare le proprie richieste ai professionisti Paxme attraverso un apposito centralino dedicato. Tra i servizi è prevista anche la possibilità di effettuare gli esami del sangue direttamente in azienda. "Il progetto nasce dall’ascolto dei bisogni e delle storie dei protagonisti del mondo che rappresentiamo", spiega il presidente di Cna Milano Matteo Reale, che prosegue: "Come associazione di imprese, ci siamo impegnati ad assolvere un ruolo sociale, venendo incontro alle esigenze che sono emerse".

Alla base dell’intesa tra Cna Milano e Paxme c’è l’obiettivo comune di potenziare l’assistenza esercitata direttamente nelle abitazioni di chi ne ha bisogno, affinché non sia sempre necessario ricorrere al ricovero ospedaliero o alla visita in pronto soccorso. La rispettiva convinzione è che ciò non sia solo corretto nei confronti di coloro che hanno bisogno di aiuto, ma risulti anche conveniente. A chiarire questo secondo aspetto è la stessa Confederazione, secondo cui, proprio grazie alle cure domiciliari, "imprenditori e dipendenti non saranno più costretti a utilizzare giorni di ferie per accompagnare un familiare a una visita". L’obiettivo di Paxme, che per l’erogazione di cure domiciliari è accreditata con il servizio sanitario, è quello di promuovere la concezione della casa come luogo in cui cittadini e cittadine possono essere curati. Per gli oltre 120 professionisti e professioniste di Paxme – parliamo di medici, infermieri e fisioterapisti che ogni anno effettuano 135mila prestazioni domiciliari – ciò che conta è il rispetto di ogni singola persona e l’elaborazione di soluzioni che siano quanto più su misura possibile. "È importante che ci sia una conoscenza da parte del pubblico di questi servizi, che sono gratuiti e permettono di ridurre i costi di mantenimento dei letti negli ospedali", afferma il presidente Michele Mennillo.

L’accordo siglato tra Cna e Paxme è valido per Milano, ma si iscrive nel più ampio obiettivo della regione Lombardia di incrementare il numero di servizi sanitari a domicilio, fino a raggiungere quota 230mila over 65 assistiti nel 2025.