Itis Cartesio Ats ha chiuso alcune aule

Cinisello Balsamo, durante il sopralluogo dell’azienda sanitaria un pannello è caduto addosso a un agente di polizia

Hanno scioperato anche ieri gli studenti dell’Itis Cartesio. Una seconda giornata di mobilitazione nella scuola che ha ricevuto anche alcune visite per toccare con mano lo stato di salute del plesso. Le forze dell’ordine sono arrivate ieri mattina e anche i tecnici di Ats per un sopralluogo nei diversi ambienti. Alcuni genitori, infatti, avevano già richiesto un’ispezione da parte dell’agenzia territoriale per verificare lo stato di aule, spazi comuni e palestra tra infiltrazioni, pezzi di controsoffitto che si staccano e secchi nei corridoi per raccogliere l’acqua che scende dai soffitti. Alla fine avevano ragione alunni e famiglie.

"Alcuni laboratori dei piani superiori sono stati chiusi perché è stato ritenuto che non siano fruibili - ha spiegato Cristian Cirillo, uno dei rappresentanti del corpo studentesco -. La stessa decisione è stata presa anche per alcune classi, ad esempio la mia, perché ancora oggi veniva giù acqua. Domani (oggi per chi legge, ndr) faremo lezione in altri spazi da riorganizzare". Aumentano, così, i luoghi non accessibili al Cartesio: già martedì, nel tour con i ragazzi, avevamo visto le zone delimitate dal nastro bianco e rosso, tra cui anche la postazione di un’operatrice. "Studiare e lavorare così non è possibile ulteriormente - continua Cirillo -. Durante il sopralluogo in palestra un pannello è caduto addosso a un agente della polizia". Già da settimana prossima dovrebbero essere iniziati alcuni lavori nell’istituto. "Abbiamo chiesto e ottenuto dalla dirigente scolastica la costituzione di un tavolo, per poterci confrontare insieme. Tra gli argomenti da trattare, ci saranno sicuramente le condizioni dell’edificio e i prossimi cantieri - annuncia lo studente -. Siamo contenti di questo nuovo spazio di confronto e approfondimento". Non è l’unica cosa che hanno ottenuto i ragazzi. "Abbiamo chiesto che i 208mila euro di fondi accantonati, con i contributi volontari delle famiglie, vengano usati per migliorare l’offerta formativa, organizzare incontri con esperti, avviare progetti e attività, intensificare i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento da mettere nel curriculum". Dopo la trattativa con la preside Chiara Arena gli studenti hanno così deciso di fermare la protesta, che inizialmente era previste ancora per oggi e che diversi alunni avrebbero continuato a oltranza. "Ci riteniamo soddisfatti. Certo, dovremo monitorare nel tempo la situazione: se non dovessero esserci cambiamenti sostanziali, torneremo alla mobilitazione".

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