NICOLA PALMA
Cronaca

Inciampa in un tombino in viale Monza, cade e si fa male: ora chiede 65mila euro di danni al Comune

Milano, l’uomo fu ingannato dalla rimozione dell’asfalto per la posa di cavi elettrici. La difesa: "Bastavano maggiore prudenza e attenzione"

L'uomo è caduto in tombino in un'area dove si posavano dei cavi (foto generica)

L'uomo è caduto in tombino in un'area dove si posavano dei cavi (foto generica)

La mattina del 27 febbraio 2018, il signor E.M. stava camminando in viale Monza. All’altezza dell’ex mercato comunale di Gorla, al civico 148, c’era un cantiere per la posa di cavi elettrici nel sottosuolo tra il marciapiedi e la carreggiata che porta a Sesto, con rimozione dell’asfalto per un’area di circa 50 metri quadrati. L’uomo non si è accorto di una buca in corrispondenza di un chiusino metallico circolare, sporgente di circa 3-4 centimetri, è inciampato ed è cascato. Secondo gli accertamenti medici, E.M. ha riportato danni quantificati in quasi 60mila euro. Ora quei soldi li vuole dal Comune, a cui ha fatto causa al Tribunale civile per ottenere complessivamente 65mila euro come risarcimento delle lesioni subìte.

La prima udienza è in calendario il 21 dicembre. Come si legge nella delibera con cui la Giunta ha deciso la costituzione in giudizio, sei mesi dopo l’incidente, il 18 luglio, E.M. ha inoltrato all’amministrazione, alla società appaltatrice Unareti e alla ditta incaricata dei lavori una richiesta di pagamento pari a 59.917 euro.

Il 9 novembre la ditta ha informato l’uomo di aver provveduto all’apertura del sinistro con la propria compagnia assicurativa; che, però, il 9 maggio 2019 ha fatto sapere che non avrebbe riconosciuto l’indennizzo "per mancanza di responsabilità" del cliente. Da qui l’iniziativa legale contro Palazzo Marino, ritenuto da E.M. "proprietario e titolare di poteri di controllo sulla strada".

Una responsabilità negata dall’amministrazione, che il 24 novembre 2017 ha consegnato l’area alla ditta per i lavori (per conto di Unareti), rientrandone in possesso il 25 ottobre 2021. "Pertanto – si legge nella delibera – il 27 febbraio 2018, data in cui è avvenuto il sinistro, l’area era in custodia" a Unareti e non al Comune. Detto questo, hanno aggiunto i tecnici, "l’asportazione dell’asfalto, che a dire dell’attore avrebbe prodotto un dislivello stradale di circa 3-4 centimetri su cui è inciampato, era ben visibile e copriva una superficie di circa 50 metri quadrati". In altre parole: "Con una condotta di maggiore prudenza e attenzione, avrebbe potuto dunque accorgersi della configurazione del marciapiede ed evitare di incespicare nel proprio incedere".