In viaggio tra Milano e le sue chiese: "Ecco il museo diffuso della città"

Beltrame svela segreti, architettura e arte dei luoghi di culto. Lunedì un assaggio nella casa della Veneranda

Il trasporto per la musica che ha indotto Fedele Confalonieri a diplomarsi settantenne al Conservatorio, nel 2007, gli deve aver fatto apprezzare l’armonioso repertorio di Massimo Beltrame "Milano e le sue chiese" (Meravigli Edizioni). E ad ammetterlo per un’esclusiva presentazione il 4 dicembre, ore 17, nella Sala dei Milanesi dell’Archivio Veneranda Fabbrica del Duomo (Piazza Duomo 20, prenotazione obbligatoria tel. 0292101849), che lo stesso Confalonieri presiede. Citazioni di organi perfetti e acrobatici angeli musicanti e mitici concerti risuonano nel catalogo di slanciate architetture, tripudio di apparati decorativi e capolavori pittorici, cronache e leggende (come farsi passare el ma de coo, mal di testa, in Sant’Eustorgio) e segreti, magari sotterranei, dei luoghi di culto: "Un vero e proprio museo diffuso, gratuito e accessibile a tutti". Introducendo in Sant’Eufemia, incastonata nell’omonima piazza, Beltrame ne segnala l’eccezionale acustica: "Qui, negli anni Sessanta, le registrazioni EMI hanno fissato nella storia della lirica la voce di Maria Callas, qui informata durante una pausa che il marito Aristotele Onassis l’avrebbe lasciata per Jacqueline Kennedy. Qui, le incisioni di Mina fino agli anni Ottanta. Qui, i funerali di Nilla Pizzi nel 2011". A ricordare che in San Marco fu Verdi a condurre il suo Requiem dedicato a Manzoni il 22 maggio 1874 (revival nel 2024), e che Perosi sfruttava Santa Maria della Pace, allora in disuso dietro il Tribunale, è Confalonieri nell’introduzione. E Beltrame precisa: "Divenne nota come Salone Perosi, che l’aveva scelta per le sue prime in quanto luogo “più ecclesiastico di un teatro e più teatrale di una chiesa“. Nel 1901, il Mosè in prima mondiale, sotto la direzione di Toscanini". Anche andare a cercare i maestri del colore lombardo vale come bussola per orientarsi nell’ordinamento geografico proposto tra Cerchia, Bastioni e oltre. Altro suggerimento dell’autore: "Gustarsi il Peterzano, maestro di Caravaggio, in San Fedele, saltando la prevedibile fila in piazza Scala, quando Palazzo Marino si aprirà per la tradizionale mostra di Natale. Così feci io in una di queste circostanze". A chiusura del viaggio, Santa Maria Assunta in Certosa di Garegnano, periferia nord-ovest: "Il Peterzano vi fa divampare una straordinaria impresa pittorica con Natività e Adorazione di pastori così robusti da sembrare “dopati“. La sua opera pubblica più significativa". Ma cosa ha rappresentato una scoperta per Beltrame? "San Giorgio al Palazzo, lungo l’asse di via Torino. Il nome rimanda al “palazzo“ della capitale dell’Impero Romano d’Occidente, la Milano dove nel 313 fu emanato l’Editto che concedeva libertà di culto ai Cristiani".

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