In sala Argentia le “Giovinette” antifasciste

Nel 1932, le "Giovinette" sfidarono il regime fascista con lo spettacolo "Giovinette, le calciatrici che sfidarono il Duce", raccontando la storia del Gfc, prima squadra di calcio femminile d'Italia. Le atlete affrontarono restrizioni e discriminazioni imposte dal regime, ma riuscirono a farsi strada nel mondo del calcio.

Anno 1932, il decimo dell’era fascista: ma anche l’anno in cui le “Giovinette“ lanciarono la loro sfida al regime. Va in scena lunedì alle 21, sul palco teatrale di sala Argentia, e con ingresso gratuito, lo spettacolo “Giovinette, le calciatrici che sfidarono il Duce“, nascita, storia e tramonto del Gfc (Gruppo femminile calcistico), prima squadra di calcio femminile d’Italia. La rappresentazione è tratta dal romanzo di Federica Seneghini e dai saggi di Marco Giani, la regia di Laura Curino. "È il 1932 - così la presentazione - quando sulla panchina di un parco di Milano un gruppo di ragazze lancia un’idea, per gioco, quasi per sfida: giocare a calcio. Di lì a poco nasceva il Gruppo Femminile Calcistico, che in breve raccolse intorno a sé decine di atlete".

Il regime. "Gli organi federali in principio assecondarono l’iniziativa, consentendo loro di allenarsi, ma non di giocare in pubblico. Inoltre le atlete dovevano usare un pallone di gomma e non di cuoio, indossare la gonna non i pantaloncini, passare la palla solo rasoterra. Tutto questo per preservare le loro “capacità riproduttive”".

M.A.

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