Ilaria Salis, domiciliari e braccialetto elettronico. Trattativa, ipotesi e condizioni per portarla in Italia

La strategia del nostro ministero della Giustizia prevede anche l’impegno a farla partecipare a tutte le udienze del processo a Budapest. I legali: dal governo garanzie scritte all’Ungheria che tutte misure cautelari saranno rispettate

Le foto della presunta aggressione al militante neonazista della quale è accusata Ilaria Salis
Le foto della presunta aggressione al militante neonazista della quale è accusata Ilaria Salis

Milano, 2 febbraio 2024 - Ilaria Salis e una speranza: lasciare il carcere lager in Ungheria e tornare in Italia anche se con alcune misure che ne limiterebbero la libertà. Si tratta per gli arresti domiciliari cautelari nel nostro Paese con l'applicazione eventualmente di misure come il braccialetto elettronico. La notizia è stata riportata oggi da Corriere della Sera e Repubblica. Una luce dopo le preoccupazioni di ieri con la notizia di essere stata costretta a firmare un verbale in ungherese dopo un interrogatorio in carcere al rientro in cella dopo l’udienza in tribunale

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Il ministero della Giustizia

Il ministero della Giustizia starebbe lavorando a una relazione, da mettere a disposizione della difesa nei giorni prossimi, con la quale l'Italia si impegnerebbe a garantire 'la massima sicurezza - scrive Repubblica - qualora alla donna fossero concessi gli arresti domiciliari in Italia. “Braccialetto elettronico, vigilanza e impegno a farla partecipare a tutte le udienze del processo previste a Budapest” che, calendario alla mano, non finirebbe prima del 2025. Dopo tre istanze rigettate dal giudice ungherese con la motivazione del pericolo di fuga dell'imputata - spiega il Corriere della Sera - i legali sono in attesa di un supporto da allegare a una nuova domanda di domiciliari cautelari; in modo da poter offrire alla magistratura, direttamente dal governo italiano, garanzie tali da superare le ragioni dei dinieghi precedenti. Gli uffici di via Arenula sono al lavoro su questo.

Ilaria Salis in catene in tribunale a Budapest
Ilaria Salis in catene in tribunale a Budapest

I legali di Ilaria

"Un testo scritto con rassicurazioni del governo all'Ungheria sulle modalità di esecuzione dei domiciliari in Italia”. È ciò che i legali di Ilaria Salis, Eugenio Losco e Mauro Straini, ritengono necessario per presentare un'istanza al tribunale di Budapest. Un ”foglio”», da allegare all'istanza, in cui il governo indichi che in Italia sono previsti ”braccialetto elettronico e controlli di polizia” e che la 39enne parteciperà alle udienze “con accompagnamento in Ungheria o in videocollegamento”.  Se ne parlerà nell'incontro di lunedì tra Roberto Salis, il padre di Ilaria, e i ministri Carlo Nordio e Antonio Tajani, alla presenza dei legali. «Siamo fiduciosi», spiegano gli avvocati.

La speranza di papà Roberto

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“Bisogna trovare il modo - ha spiegato Roberto il papà di Ilaria Salis, rientrato ieri sera in Italia dopo aver incontrato la figlia detenuta a Budapest - di applicare la direttiva che regolamenta in Ue la gestione delle misure cautelari: non è mai stata attuata”. La speranza è che questo possa accadere presto magari in occasione della prossima visita in Ungheria alla figlia detenuta. Appena potrà riabbracciare la figlia, Roberto Salis pensa “di baciarla una mezz'oretta, poi le dò un calcio nel sedere” perché gli ha inflitto “un calvario.. direi proprio di sì”. La prossima visita è prevista per il 21 febbraio “ma io sono un inguaribile ottimista, conto di andarla a riprendere. Non vedo  perché non possa fare la detenzione cautelare qui, magari offrendo garanzie che il giorno dell'udienza venga prelevata dai domiciliari da una pattuglia dei carabinieri e portata in un tribunale dove c'è un monitor: non vedo rischio di fuga e pericolosità”. 

Questa mattina  a Milano incontro tra il Presidente del Senato Ignazio La Russa e Roberto Salis, 

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Manifestazione a Milano free all antifas

“Torniamo in strada in solidarietà agli arrestat* e ricercat* per i fatti di Budapest, vogliamo Ilaria a casa libera". Si presenta così la manifestazione in programma il 17 febbraio a Milano, promossa dal gruppo “Solidarietà Antifa Budapest”, creato dai collettivi milanesi e dal Foa Boccaccio di Monza, il centro sociale a cui era legata anche Ilaria Salis,. L'iniziativa, annunciata sui social del gruppo, partirà alle 18.30 dalle colonne di San Lorenzo a Milano, per "ribadire che l'antifascismo è pratica di autodifesa che va coltivato ogni giorno per non lasciare spazio ai fascisti”. Con lo slogan “né prigione né estradizione, free all antifas, da Milano a Budapest”, il gruppo - nella presentazione della manifestazione - sostiene di “conoscere bene l'infamia e la pericolosità dei neonazisti a cui tutta la destra europea strizza l'occhio”.

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