RICCARDO
Cronaca

Il risparmio fra produzione e burocrazia

L'Italia si distingue per un alto risparmio privato, ma gran parte finisce in investimenti esteri anziché nazionali. L'educazione finanziaria è cruciale per favorire la crescita economica e superare le resistenze alla modernizzazione dell'industria.

Riccardi

In Europa siamo tra le prime potenze manufatturiere. Tuttavia la nostra gente mantiene l’usanza contadina di mettere fieno in cascina. Con sacrifici. Il risparmio privato, dati al settembre 2023, ammonta a 5.216 mld. di euro, quasi il doppio del debito pubblico pari a 2.855 mld. di €. Primato che, non solo non ci viene invidiato, ma procura allo Stivale molti malevoli e non meritati “distingui” da parte dei partners europei. Le nuove emissioni peraltro, sono rapidamente collocate con domande superiori all’offerta. Va comunque sottolineato il fatto, poco concreto, che molto del flusso creato dal tesoretto italiano finisca a sostegno di aziende estere anziché nostrane. Da noi buona parte dell’ industria del risparmio è in mani a capitale straniero. Poi alti sono i depositi bancari, per anni infruttiferi, ed almeno il 50% dei titoli di debito statale sono nei portafogli delle famiglie nostrane. Cosa intendiamo dire? Si parla di educazione finanziaria, ma quali i maestri? I consulenti ed i gestori degli assets che li guidano? È positivo che - nonostante tante prefiche - la gente si fidi del Paese. La cui maggiore esposizione è domestica. Negativo il fenomeno che il risparmio venga incanalato più nella sottoscrizione del debito che verso attività produttive. Quelle che generano ricchezza. Questo è il punto anche se non esaustivo. L’apparato industriale si caratterizza per la numerosità di PMI sane a natura “padronale”. C’è spesso paura di crescere e si teme che l’ingresso di investitori esterni possa costituire non vantaggi ma perdita di guida della “propria cosa”. Che alcune nuove generazioni, non all’altezza, distruggono. L’educazione finanziaria non va inquinata da ideologie superate, ma deve, gutta cavat lapidem, indirizzarsi a convincere che la ricchezza aumenta soltanto se si produce eliminando i tanti lacci e laccioli di natura burocratica. Come ricordava Guido Carli.

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