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16 gen 2022

Il presidente della comunità egiziana "Neanche gli animali agiscono così"

Il leader contro gli arrestati per gli stupri in piazza: non è questione di nazionalità, ma di educazione "Pratiche odiose, qui come dieci anni fa al Cairo. Lavoriamo ogni giorno per rispetto e integrazione"

marianna vazzana
Cronaca

di Marianna Vazzana "Le aggressioni e le violenze della notte di Capodanno scuotono la nostra comunità. Quella non è la nostra cultura: neanche gli animali si comportano così. Sono azioni disumane. Prendiamo le distanze, condanniamo fermamente quegli atti incivili e brutali. Ma non si punti il dito contro ‘gli stranieri’. È una questione di educazione, di investimento sui giovani, che deve partire dalla famiglia e proseguire a scuola. Questo vale indipendentemente dal Paese d’origine". Sono parole di Mahmoud Othman, presidente dell’Associazione comunità egiziana a Milano e provincia e fondatore della scuola araba bilingue di via Stratico, zona San Siro, dedicata allo scrittore egiziano insignito del premio Nobel Nagib Mahfuz. Nato in Egitto, Othman ha 58 anni, è italiano d’adozione (ha la cittadinanza da 25 anni), imprenditore, papà di 5 figli di cui 3 femmine e nonno di due nipotine. Ieri ha approfondito l’argomento insieme all’associazione “Ultimi presidio Milano“ intitolata a Luisa Fantasia (vittima della ‘ndrangheta): "Chi ha sbagliato deve pagare - commenta Tiziana Vecchio, referente insieme a Walter Moccia, ed ex assessore del Municipio 7 -. Ma basta strumentalizzare: occorre darsi da fare nei contesti in cui si genera il malcontento tra i giovanissimi, di qualunque nazionalità". Othman, i ragazzi del ‘branco’ sono nordafricani o immigrati di seconda generazione. C’è un legame tra le loro azioni e la terra d’origine? "Un comportamento del genere non fa parte della nostra cultura. Chi commette azioni di questo tipo non ha appreso l’educazione e noi, come comunità, condanniamo quello che è accaduto a Milano così come abbiamo condannato le violenze contro le donne in piazza Tahrir al Cairo quasi 10 anni fa. Pratiche odiose. Lavoriamo ogni giorno perché ci siano rispetto e integrazione". Questi assalti e violenze, Taharrush Jama’i in arabo, fanno pensare a un rischio banlieue? "La periferia soffre se non c’è attenzione. ...

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