Il piazzale per il monastero. Pedonale con verde e sedute

Pronti 400mila euro, ma il primo progetto fu bocciato dalla Soprintendenza "Il piano approvato valorizzerà il nostro gioiello storico-architettonico".

Il primo progetto bocciato dalla Sovrintendenza ai Beni Ambientali, un secondo ormai quasi pronto, i finanziamenti già sul piatto, frutto di una convenzione per l’ampliamento di un polo logistico sulla Cassanese: per la piazza della Chiesa di san Francesco, il gioiello storico e architettonico del borgo, restauro ormai vicino. L’intervento prevede il rifacimento del piazzale esterno al vecchio monastero, con pedonalizzazione, ripavimentazione, arredi, verde e sedute. Ma anche il rifacimento del tetto del complesso e l’adeguamento dell’impiantistica, in particolare illuminazione e antintrusione. Tutto costerà quasi 400 mila euro, messi a disposizione in seno alla convenzione per il potenziamento del polo logistico ex Vercesi. "Speriamo - così l’assessore comunale Angelo Caterina - di poter partire quanto prima". Un iter lunghissimo e ad ostacoli quello per l’intervento esterno e interno al monumento religioso, bellissimo edificio monastico la cui costruzione data alla metà del XIII secolo e che viene definito "l’esempio più integro di fondazione francescana nel territorio milanese". La struttura è stata restaurata più di una volta dalle fine del Novecento. Da almeno dieci anni invece si progetta il restauro della piazzetta-sagrato davanti all’ingresso, oggi disordinato parcheggio e passaggio affacciato sulla via principale. L’operazione fu inserita in prima battuta nel ‘calderone’ di fondi di compensazione Teem, ma si arenò. Negli anni scorsi l’accordo con il costruttore della nuova logistica, che ha messo a disposizione i fondi e seguito direttamente la progettazione. A disegno ultimato, il niet della Sovrintendenza ai Beni ambientali, che ha rispedito tutto l’incartamento al mittente. Il pollice verso dell’ente di tutela ha riguardato soprattutto la pavimentazione in porfido e alcuni dettagli degli arredi "che sono stati reputati inidonei - così Angelo Caterina - per motivi tecnici ed estetici. Si è dovuto dunque rifare tutto. Il secondo progetto è stato elaborato, sempre a cura dell’operatore, seguendo alla lettera le indicazioni". La piazza nuova avrà il compito di valorizzare il monumento, "che si trova, obiettivamente, in una posizione sacrificata e soffocata. E ha invece importantissime prerogative".

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