Il miracolo di suor Elisabetta: "Una testimonianza di fede"

Cieca e paralizzata, 100 anni fa guarì dopo l’apparizione della Madonna. L’omaggio di Delpini

Il miracolo di suor Elisabetta: "Una testimonianza di fede"

La celebrazione dell’arcivescovo Delpini: messa e processione per ricordare quella notte del 1924

"Il messaggio di suor Elisabetta Redaelli deve entrare nella nostra vita di tutti i giorni". L’arcivescovo Mario Delpini celebra a Cernusco i 100 anni del miracolo della marcellina cieca e paralizzata a causa di un tumore al cervello che riebbe la salute dopo l’apparizione della Bella Signora. Monsignor Luciano Capra, responsabile della Comunità pastorale Famiglia di Nazaret, al suo fianco rilancia la figura della religiosa: "Facciamo nostra la sua testimonianza". L’intera città si è stretta attorno a entrambi nel ricordo della guarigione, una messa e la processione hanno riportato tutti alla notte del 22 febbraio 1924. Quella in cui per la seconda volta Maria con in braccio il Bambino piangente parlò alla giovane inferma esortandola a raccontare quel che aveva visto. La sorella guarì all’istante. Dopo quell’episodio "altre persone hanno sperimentato conversioni, benefici fisici e spirituali, e hanno trovato conforto e speranza nelle parole e nella presenza della Madonna", ha ricordato l’arcivescovo.

Il cardinale Carlo Maria Martini le ha dedicato una chiesa con il titolo di Madonna del Divin Pianto e una celebrazione liturgica propria. La vita della suora riprese da dove l’aveva lasciata 24 mesi prima, dopo la diagnosi che non le aveva lasciato scampo. "E invece il suo ministero durò altri 60 anni, a Milano, prima di spegnersi a Cernusco il 15 aprile 1984". Era una donna semplice, aveva fatto solo la terza elementare, "ma la sua vita era ricca di relazioni come raccontano le 400 lettere raccolte in questi anni - spiegano al Comitato per il centenario nato ad Arcore, città di origine di Elisabetta -. Un fitto scambio epistolare con le consorelle, le ex alunne, i parenti e i conoscenti. Tutto materiale raccolto dalla postulatrice delle cause dei santi e nonostante gli onori degli altari non fossero nel suo spirito schivo, non è detto che da tutto questo non nasca qualcosa". "Avrebbe poco senso la celebrazione di un anniversario dell’apparizione della Madonna se fosse solo un atto esteriore per un vago ricordo di qualche cosa accaduto tempo fa - sottolinea don Capra -. Oggi abbiamo l’obbligo e il compito di rendere concreto il suo messaggio. Cominciando dalle conversioni in famiglia".

Le due città hanno stretto un gemellaggio nel suo nome, in Brianza, nel weekend al Centro Giovanni 23esimo una mostra e un video per ragazzi racconteranno la vita della religiosa.

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