Il furto in casa e la fuga contromano. Ladri incastrati da filmati e tatuaggi

Raid in abitazione il 10 settembre a Trezzano sul Naviglio: rubati abiti, cassaforte a muro, Rolex e gioielli. Tre arresti dei carabinieri. Decisivi il sistema di riconoscimento facciale e lo scontrino del supermercato.

Il furto in casa e la fuga contromano. Ladri incastrati da filmati e tatuaggi
Il furto in casa e la fuga contromano. Ladri incastrati da filmati e tatuaggi

"Corri... andiamo via!". Ore 17.30 del 10 settembre scorso. Siamo in via Morona a Trezzano sul Naviglio. I carabinieri in pattuglia notano tre ragazzi che stanno chiudendo frettolosamente il portellone posteriore di una Panda rossa con targa svizzera. Scatta il controllo: i militari scendono dall’auto per verificare cosa stia succedendo, ma in pochi secondi il conducente e i due passeggeri salgono a bordo. "Corri... andiamo via!", urla il giovane seduto sul sedile anteriore destro. La Panda scarta a sinistra e si allontana, imboccando una strada contromano e "bruciando" un paio di rossi.

Dopo un chilometro e mezzo, i tre abbandonano l’auto vicino al cimitero e scappano a piedi. Gli investigatori dell’Arma impiegano poco a capire il motivo della fuga a tutta velocità. Nel bagagliaio trovano il bottino di un furto in abitazione: una cassaforte a muro chiusa in un trolley e avvolta in un coprimaterasso, un cappotto nero Woolrich, uno zaino griffato Tommy Hilfiger e due pochette da donna. Nell’abitacolo c’è pure uno scontrino fiscale emesso quattro ore prima dall’Eurospin di Broni, in provincia di Pavia, che poi si rivelerà decisivo per le indagini. Ieri mattina i carabinieri della Compagnia di Corsico, coordinati dal pm Carlo Scalas e guidati dal capitano Fabrizio Rosati, hanno arrestato i tre presunti autori di quel raid in appartamento, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Teresa De Pascale: in manette il diciottenne Brendon Djordjevic, il ventunenne Zoran Halilovic e il ventiduenne Davide Stojanovic, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio (in due casi anche da minorenni).

L’inchiesta ha una prima accelerazione alle 23.45 del 10, quando un cittadino cinese residente a due passi dal luogo in cui è partito l’inseguimento si presenta in caserma per denunciare l’incursione dei ladri in casa sua: i militari gli restituiscono la refurtiva, anche se all’appello mancano due Rolex da 20mila euro e gioielli per altri duemila euro. La ricostruzione del blitz emerge dall’analisi delle immagini registrate dalle telecamere: i tre sono entrati alle 16.53 scavalcando la recinzione e hanno forzato la porta-finestra al piano rialzato; poi hanno razziato tutto ciò che c’era di prezioso e hanno smurato la cassaforte nel sottoscala, per poi tornare alla Panda. Gli accertamenti sulla macchina portano in un vicolo cieco: il veicolo è stato formalmente noleggiato a un ventiseienne di Catania, che però nel 2020 ha denunciato lo smarrimento della patente. A quel punto, i carabinieri inseriscono il frame del volto di uno dei ladri nel sistema Sari di riconoscimento facciale, che rimanda una forte compatibilità con quello "schedato" di Stojanovic; coincide anche il particolare del tatuaggio sul braccio destro.

È la svolta decisiva, che consente agli inquirenti di rimettere al loro posto tutti i pezzi del puzzle: il 7 settembre, tre giorni prima del colpo, il ventiduenne è stato controllato dai carabinieri di Corbetta a bordo di una Fiat 500, in compagnia di Halilovic e Djordjevic. E poi c’è lo scontrino: l’Eurospin di Broni dista solo 9,2 chilometri dalla frazione Brusca del Comune di Mezzanino, dove i tre vivono. E ancora: i lettori targa dei varchi dei Comuni di Casorezzo, Cornaredo e Bollate hanno registrato i passaggi pressoché contemporanei della 500 e della Panda. Tutti elementi che, per il giudice, "hanno permesso di individuare compiutamente e senza ombra di dubbio gli indagati quali autori materiali" del furto e della fuga successiva.

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