GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

Il fronte per la carriera alias "Quella mozione va ritirata" E la studiosa citata da FdI invia una diffida al Pirellone

Il semplice rinvio non basta alle associazioni che si battono per i diritti Lgbt "Nome di elezione legittimo e consente agli studenti transgender di star bene in aula".

Il fronte per la carriera alias  "Quella mozione va ritirata"  E la studiosa citata da FdI  invia una diffida al Pirellone
Il fronte per la carriera alias "Quella mozione va ritirata" E la studiosa citata da FdI invia una diffida al Pirellone

di Giambattista Anastasio

Il solo rinvio non basta: il Coordinamento Carriere Alias Lombardia chiede il ritiro definitivo della mozione depositata in Consiglio regionale da Fratelli d’Italia, in particolare dal consigliere Giacomo Zamperini, che ne è il primo firmatario. Una richiesta ribadita ieri: le associazioni che si riconoscono nel Coordinamento (Agedo, Rete Lenford, Acet, Ala, I Sentinelli e le rappresentanze studentesche e universitarie) hanno organizzato un presidio e una conferenza stampa al Pirellone per ribadire le loro ragioni. E a prendere posizione contro il testo depositato in Consiglio regionale è stata anche Jiska Ristori, psicoterapeuta e ricercatrice che ha condotto lo studio citato proprio da Zamperini nel testo della sua proposta. Secondo quanto riferito dal Coordinamento, Ristori ha inviato una diffida al presidente dell’Aula del Pirellone perché "i dati sul ripensamento delle persone transgender sono stati interpretati in modo opposto a quanto lo studio sosteneva". A ulteriore chiarimento del proprio pensiero, Ristori ha sottolineato di ritenere la carriera alias "un importante strumento di supporto al buon funzionamento psicologico dei giovani transgender".

Nel dettaglio, la mozione finita al centro del dibattito chiede alla Giunta lombarda di attivarsi perché l’Ufficio Scolastico Regionale proceda ad una ricognizione degli istituti che prevedono le carriere alias e di inviarne poi gli esiti al Governo. La discussione in Consiglio era prevista oggi ma la maggioranza di centrodestra ha preferito rinviare. Ad aggiungere polemica alla polemica è stata, infine, l’iniziativa di Pietro Macconi, un altro consigliere regionale di FdI, che nei giorni scorsi ha inviato una mail a duemila dirigenti scolastici lombardi scoraggiandoli dal procedere con l’attivazione delle carriere alias. "La diffusione delle carriere alias nelle scuole desta giusta preoccupazione nelle famiglie – ha scritto Macconi – e attesta l’innaturale ideologia volta alla fluidità di genere". A detta del consigliere la carriera alias non è giustificata "né da leggi dello Stato né dall’autonomia scolastica".

Di fronte alla doppia iniziativa dei consiglieri meloniani, le associazioni del Coordinamento hanno voluto ribadire la legittimità legale della carriera alias e come questa rientri in quel diritto all’identità di genere che è riconosciuto come diritto fondamentale della persona.

"Non è mai stato impugnato alcun provvedimento scolastico in favore della carriera alias e nessun preside che l’abbia autorizzata è mai stato perseguito da un tribunale per sostituzione di persona o falso ideologico – sottolinea Roberto Brigoni, legale della Rete Lenford –. Non vi è alcuna modifica dell’identità anagrafica dello studente: il nome di elezione compare nei documenti interni alla scuola, non nei titoli di studio, che hanno valore ufficiale. La carriera alias è uno strumento che tutela i ragazzi e la loro identità di genere impedendo che siano discriminati ed evitando che a scuola si sentano a disagio". "La possibilità di essere riconosciuti per quello che si è in un ambiente che si frequenta ogni giorno, quale la scuola, è una possibilità salva-vita per qualsiasi persona" ha sottolineato a sua volta Vittorio Capraro, della rappresentanza universitaria. "Perché perder tempo a polemizzare contro un accordo privato che consente ad un ragazzo di frequentare la scuola esattamente come tutti i suoi coetanei?" chiede Anna Maria Fisichella, vicepresidente milanese di Agedo, l’Associazione dei Genitori di Omosessuali. Ad aprire la conferenza è stato Luca Paladini, consigliere regionale del Patto Civico. Alle 18 si è tenuto il presidio fuori dal Pirellone.