Il chiostro perduto e le cascine recuperate: "Il passato è vivo"

Chiaravalle è un borgo-Comune di Milano, ricco di storia e di capolavori artistici. Tra questi, l'abbazia cistercense, il chiostro grande e piccolo, l'antico mulino e le cascine. Un vero gioiello d'epoca, da scoprire e preservare.

"Chiaravalle è il borgo-Comune più grande, più bello e meglio conservato di Milano, un vero gioiello d’epoca". A dirlo è Riccardo Tammaro, presidente della Fondazione Milano Policroma impegnata da oltre 40 anni a promuovere l’immagine della città. Scrittore e giornalista, ha curato diverse pubblicazioni sulla storia dei quartieri ed è tra gli esperti dell’Associazione Antichi borghi milanesi coordinata da Roberto Schena.

Se dovesse descrivere Chiaravalle a chi non lo conosce, da cosa partirebbe?

"Non si può non partire dal suo fulcro: l’abbazia cistercense, che era già così come la vediamo adesso, 50 anni prima che fosse posta la prima pietra del Duomo. È il monumento più bello, storicamente e artisticamente più importante di tutto il territorio milanese, che conserva ancora il suo contesto naturale, immerso nel Parco Agricolo sud. Purtroppo è stato distrutto il chiostro grande, attribuito a Bramante".

Quando?

"Nel 1861, per far spazio alla linea ferroviaria Milano-Pavia-Genova. Questa scelta, a mio avviso, fu frutto della “pigrizia mentale“ dell’epoca perché si sarebbe potuta trovare un’alternativa per la posa dei binari. Il chiostro piccolo, invece, attaccato all’abbazia, è rimasto quello originale. Da vedere anche l’antico mulino che è stato restaurato".

Tra i capolavori artistici da vedere?

"Basti dire che durante il periodo Rinascimentale molti pittori e artisti lavorarono all’abbazia; a questo periodo risalgono ad esempio le opere di Bernardino Luini tra cui la “Madonna della buonanotte“ perché si trovava sul tragitto che portava alle celle dove i frati si ritiravano a riposare. In seguito, tra il 1614 e il 1616, i Fiammenghini ebbero l’incarico di decorare le pareti interne della chiesa, che vennero ricoperte di affreschi visibili ancora oggi. Un capolavoro, poi, il coro ligneo di Carlo Garavaglia del 1645, tra i più belli d’Europa".

Preziose anche le cascine. Qual è la situazione?

"Testimoniano l’anima rurale dell’antico borgo anche se si sono trasformate. Tra queste, Cascina San Bernardo è stata messa a bando. Poi c’è quella della Grangia, San Cristoforo, al centro di un progetto di recupero edilizio. Cascina Fornace è già stata ristrutturata, perdendo però le sue caratteristiche agricole. Poi c’è Cascina Gerola, che sarà oggetto di un altro piano di recupero".

M.V.

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