ELENA CAPILUPI
Cronaca

I giardini dimenticati di via Tortona: oltre un mese dopo il nubifragio, ancora invasi da rami e rifiuti

Entrate bloccate, sporcizia e lamentele nel quartiere. Intanto gli alberi caduti al suolo vengono usati come riparo e ‘appendiabiti’ dai senzatetto

Alberti caduti nei giardini di via Tortona

Alberti caduti nei giardini di via Tortona

Milano – Nonostante siano trascorsi più di 40 giorni dall’alluvione del 25 luglio che ha stravolto Milano, il Comune sembra aver dimenticato i giardini pubblici di Via Tortona 37. Risultato? La maggior parte degli abitanti della zona sono costretti ad evitare l’area verde.

Ad oggi il parco è desolato anche per colpa di un enorme albero sradicato dal terreno che ne blocca un accesso. Sui tronchi abbattuti sono appese felpe e magliette, mentre sulle panchine si trovano bicchieri, pentole, ma anche materassi gonfiabili e cuscini usati dai senzatetto che approfittano dell’ombra nelle ore calde o trascorrono la notte nel parco. Bottiglie di vetro e lattine fuoriescono dai bidoni accanto alle panchine e fuori dalla grande area cani.

Proprio di fronte ai giardini, al civico 80 di via Tortona, si trova una scuola dell’infanzia che ha sempre reso il parco un punto di ritrovo per bambini e genitori. "Vengo qui molto spesso per portare il cane e ho sempre notato che questo luogo era ed è tutt’ora molto frequentato da famiglie con figli, nonostante i rifiuti e gli alberi distrutti che bloccano l’accesso ai giochi – racconta Matteo Squillace –. I danni dell’alluvione rendono l’area più pericolosa rispetto a prima. Per colpa della sporcizia, con l’inizio dell’anno scolastico molte famiglie cominceranno sicuramente a evitare il parco".

A due passi dalla circonvallazione, la zona non è mai stata molto curata. "I giardini di via Tortona sono andati peggiorando con il tempo – scandisce Giovanni Nanniscini –, prima faceva piacere passeggiare e prendere il fresco qui. Ora gli alberi caduti bloccano il passaggio e non si può nemmeno riposare sulle panchine. Sono passati mesi e ancora nessuno ha fatto niente. Dovrebbero prendere provvedimenti". I disagi causati dalle alluvioni non sono stati però l’unico problema del parco. "Negli scorsi anni la zona è stata popolata da una comunità di nomadi che stanziava di fronte la discarica e poi anche all’interno dell’area verde. Ora la discarica è stata chiusa e anche i rom si sono spostati. La situazione però non è migliorata. Anzi, i danni del nubifragio hanno solo reso il parco ancor più abbandonato. Se la zona fosse più curata sarebbe un bene per tutto il quartiere", protesta Aurora Licandro, residente in zona Tortona.

Nei giorni successivi al forte maltempo sono stati più di 90 i parchi chiusi per svolgere operazioni di bonifica. Secondo alcuni abitanti, i ritardi nella pulizia sarebbero dovuti al grosso lavoro che il Comune di Milano si è trovato ad affrontare dopo le violente grandinate di luglio e agosto. Il parco di Via Tortona però, resta ancora il fanalino di coda. Dopo oltre un mese.